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Massacro di Bucha, scambio di accuse. Mosca: “Messinscena Kiev per bloccare i negoziati”

Roma, 4 apr – Scambio di accuse tra Russia e Ucraina per il massacro di civili nella cittadina di Bucha, nei sobborghi ad ovest di Kiev: per Mosca è “una messinscena per bloccare i negoziati”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa la Russia di genocidio ma l’ambasciatore russo negli Usa respinge ogni accusa. “Non sono state segnalate vittime civili nella città ucraina di Bucha quando era controllata dalle forze armate russe. Tuttavia i media statunitensi hanno ignorato i bombardamenti della città da parte dell’esercito ucraino, che sono seguiti al ritiro delle truppe russe”. Così l’ambasciatore Anatoly Antonov in risposta a una domanda di Newsweek.

Massacro di Bucha, Mosca nega ogni responsabilità: “Provocazione ucraina”

Mosca nega ogni responsabilità di fronte al massacro di Bucha. E chiede una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su quella che definisce una “provocazione degli estremisti ucraini”. Dmitry Polyansky, vice rappresentante della Russia al Consiglio di sicurezza, scrive su Twitter: “Alla luce dell’odiosa provocazione degli estremisti ucraini a Bucha, la Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite lunedì 4 aprile”.

La Russia chiede riunione emergenza Consiglio sicurezza Onu

Gli fa eco la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. La quale su Telegram rende noto che l’incontro discuterà i tentativi di Kiev di interrompere i colloqui di pace e intensificare la violenza con la “provocazione” a Bucha. “Chi sono gli organizzatori di questa provocazione? Gl Stati Uniti e la Nato, ovviamente”, afferma la Zakharova in una intervista alla televisione di Stato russa. “Il fatto stesso che le prese di posizione contro la Russia siano emerse subito dopo la pubblicazione delle immagini da Bucha mi sembra la prova che ad aver ordito questa storia siano stati loro”.

Zelensky ai Grammy: “Russi torturatori e assassini”

Ma se da un lato, come evidenzia Antonov riportato dalla Tass, le truppe russe hanno lasciato Bucha il 30 marzo e le prove dei crimini dei civili sono spuntate soltanto quattro giorni dopo, l’Occidente punta il dito contro Mosca. Dal Canada al Giappone, passando per Usa e Ue, l’accusa è di crimini di guerra. Zelensky, dal canto suo, intervenuto in collegamento video alla cerimonia dei premi Grammy, chiede ancora ogni aiuto possibile contro i russi “torturatori” e “assassini”.  

Le indagini ucraine per possibili crimini di guerra

Sono 410 i cadaveri rinvenuti nelle cittadine attorno a Kiev che sono oggetto di un’indagine su possibili crimini di guerra che si vorrebbero attribuire alle forze russe. Lo riferisce la procuratrice generale dell’Ucraina, Iryna Venedyktova, in un comunicato. “Quattrocentodieci corpi di civili uccisi sono stati raccolti nel territorio della regione di Kiev” e “140 sono già stati esaminati dai procuratori e da altri specialisti”, si afferma nella nota. “Durante il periodo in cui questa località è stata sotto il controllo delle forze armate russe, nessun abitante ha subìto azioni violente“, ribadisce il ministero della Difesa russo. “Tutti gli abitanti locali hanno avuto l’opportunità di lasciare liberamente l’insediamento in direzione nord”, conclude.  

Adolfo Spezzaferro

L’articolo Massacro di Bucha, scambio di accuse. Mosca: “Messinscena Kiev per bloccare i negoziati” proviene da Il Primato Nazionale.

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