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Mariupol, ultimatum scaduto: niente resa. Il sindaco ai residenti: “Lasciate la città”

La Russia continua rafforzare la sua presenza nelle regioni orientali ucraine e ad intensificare gli attacchi sul Donbass. Lo riferisce l’intelligence britannica, che ritiene probabile che il numero degli attacchi aerei nel Nord dell’Ucraina resti limitato dopo il ritiro delle truppe di Mosca dalla regione di Kiev, ma tuttavia c’è ancora il rischio di attacchi di precisione contro obiettivi prioritari in tutto il Paese. Gli attacchi russi alle città ucraine mostrano l’intenzione delle truppe di Mosca di cercare di interrompere il movimento dei rinforzi e delle armi ucraine nelle regioni orientali. L’ultimatum lanciato dalla Russia alle forze ucraine a Mariupol per deporre le armi è scaduto ma non ci sono segni di resa da parte degli ucraini. Sebbene la città portuale sia circondata dalle forze russe, non è ancora caduta.

Aperti i corridoi umanitari a Mariupol

Il sindaco di Mariupol, Vadim Boychenko, ha annunciato sui social l’apertura di corridoi umanitari verso Zaporizhzhia per lasciare la città assediata, a partire dalle 14 (le 13 in Italia). A quanto riferisce la Bbc, Boychenko ha spiegato che i residenti potranno salire a bordo di autobus in via Taganrogskaya, che faranno poi sosta anche vicino all’acciaieria Azovstal e nel boulevard Shevchenko. La vice premier Iryna Vereshchuk aveva anticipato che l’evacuazione riguarda donne, anziani e bambini. Intanto alle 14, ora locale, è scaduto l’ultimatum delle forze russe ai difensori di Mariupol, senza nessun segno di resa da parte dei soldati asserragliati nell’acciaieria Azovstal.

Il sindaco di Mariupol al residente: “Lasciate la città”

Il sindaco di Mariupol Vadym Boychenko ha esortato i residenti a lasciare la città portuale. Il primo cittadino ha chiesto alle persone che hanno già lasciato Mariupol di contattare i loro parenti ancora in città e di convincerli a partire. Circa 200.000 persone hanno già lasciato Mariupol, che contava oltre 400.000 abitanti prima della guerra, ha aggiunto. «Non abbiate paura a riparare a Zaporizhzhia, dove potete ricevere tutto l’aiuto di cui avete bisogno – cibo, medicine, beni essenziali – e la cosa principale è che sarete al sicuro», ha scritto in una dichiarazione rilasciata dal consiglio comunale.

Kiev: «Grande delusione e amarezza per le parole del cancelliere tedesco»

«Grande delusione e amarezza»: con queste parole l’ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk, ha commentato le dichiarazioni di ieri del cancelliere tedesco Olaf Scholz riguardo alle forniture di armamenti alle forze militari di Kiev. Parlando con l’agenzia tedesca Dpa – dichiarazioni riprese dagli altri media tedeschi – Melnyk ha definito «insufficienti» le spedizioni di armi in Ucraina, pur aggiungendo che il governo di Kiev «saluta» la disponibilità di Berlino a mettere a disposizione ulteriori finanziamenti destinati a materiali difensivi. Nondimeno, ha spiegato ancora l’ambasciatore, «la tesi per cui la Bundeswehr non sarebbe in grado di inviare altre armi all’Ucraina non è del comprensibile», a cominciare dai circa 400 veicoli da combattimento di fanteria Marder, di cui circa i 100 utilizzati per la formazione e l’addestramento che secondo Melnyk potrebbero essere consegnati immediatamente a Kiev. Inoltre, secondo le sue conoscenze, l’esercito tedesco disporrebbe di circa 800 carri armati da trasporto Fuchs, la maggior parte dei quali non attualmente in uso. Presentandosi alla stampa Scholz, a proposito di possibili forniture dirette dalle disponibilità della Bundeswehr all’Ucraina, aveva affermato che «dobbiamo ormai riconoscere che siamo già arrivati ai nostri limiti», aggiungendo tuttavia che la Germania è pronta finanziare Kiev nell’acquisto di armamenti presso l’industria della difesa tedesca.

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