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Ma chi posta le foto dei libri alla fine li legge davvero o è solo per l’estetica?

In una clip virale dagli Oscar di quest’anno, Julia Fox (attrice famosa su TikTok) ha parlato con Variety di quel suo “capolavoro” di libro che sta per uscire. Il momento decisivo dell’intervista è stato quando il giornalista Marc Malkin le ha chiesto a quale genere appartenesse il libro.

“Prima doveva essere tipo un’autobiografia, ma ora è tipo il mio primo libro, sai?” ha risposto.

Julia Fox prima di lasciare Kanye West lo scorso mese.

E via, Internet (che deve averla presa sul letterale, della serie che era il suo primo libro tanto che scriveva quanto che leggeva, ndt) si è di nuovo scatenata, ossessionata da Fox e dai suoi tormentoni che diventano immediatamente leggendari. Ma oltre ai vari meme, è spuntato un tweet virale che inquadra il vero problema: ma la gente legge davvero o è tutta scena?

Sul social è intervenuto lo scrittore Bobuq Sayed, dicendo: “Julia Fox rappresenta molto bene le ragazze che sono affascinate dalla letteratura ma non leggono libri”. Il suo tweet ha totalizzato oltre 53 mila like e oltre 350 citazioni (finora).

Dai tweet: @gensaprincess: “Oddio, mi sembrava ci fosse qualcosa di familiare in lei, è che sono io”; @Joelyevans: “Me”; @_laborem: “Sono Julia Fox”.

Il momento di Fox celebrità-che-diventa-scrittrice fa il paio con un altro caso virale in cui c’entrano i libri e che riguarda, invece, l’attrice Taylor Tisdale. Presentando la sua casa di Los Angeles ad Architectural Digest, Tisdale ha involontariamente scatenato un dibattito sui libri come oggetti di design indispensabili, per puro valore estetico, quando ha rivelato di aver mandato il marito a comprare 400 volumi per riempire le mensole vuote di casa.

Il tweet: “Sono…senza parole”

In molti su Twitter – dove sono tutti critici – si sono detti perplessi davanti alla confessione di Tisdale. Lei ha poi risposto ai commenti su Twitter. “Tanto per chiarire: là in mezzo ci sono anche i libri che ho accumulato negli anni ma sì, non ne avevo abbastanza per riempire 36 ripiani da 22 libri e ogni arredatore di interni avrebbe fatto lo stesso. Lo fanno sempre, io ho solo detto come stanno le cose”.

Grazie a Fox e Tisdale, ora Internet è diventato un ricettacolo di gente che confessa di nutrire un atteggiamento simile nei confronti dei libri, che una volta si prendevano per essere letti e oggi sono considerati alla stregua di un quadro su una parete o un set di candele instagrammabili. Dopo aver riflettuto molto e letto attentamente su Twitter, il succo sembra essere che le due celebrity (che amino o meno la lettura) rappresentano davvero un gruppo di persone sempre più consistente, quelle a cui piace l’idea di leggere e l’estetica dei libri. Ma la lettura in sé, forse non così tanto.

Postare la pagina di un capolavoro della letteratura con l’orecchia del segno si sta trasformando in un atto simile alla lettura – fino in fondo – di un romanzo. Qui a Mashable, ci siamo interrogati su temi simili. Rachel Thompson ha analizzato il fatto di volere a tutti i costi finire un libro, senza però riuscirci. Entrano in ballo diversi fattori; come sottolinea, certi libri sono fatti su misura per Instagram con le loro copertine brillanti, decise, mentre altri si rivelano poi solo una montatura pubblicitaria. A volte un libro proprio non ci parla, e abbandonarlo non deve farci sentire in colpa. L’interesse per la lettura va e viene, e spesso dipende dagli impegni che abbiamo.

“Non farete brutta figura con i vostri follower su Instagram e Twitter se ammetterete di aver mollato un libro che avevate postato”. “Anzi, se rispettano la vostra opinione, potrebbero anche ispirarsi a voi, ammettendo, di propria volontà, che un libro di cui si parla tanto non gli è piaciuto. L’onestà, dopo tutto, è sempre la strada migliore”.

Un quarto degli americani adulti, circa, dice di non aver letto nessun libro nel 2021, secondo il Pew Research Center. Il tempo per leggere è calato dal 2000 a oggi: tra il 2003 e il 2016, quello dedicato ogni giorno alla lettura è passato da 0,36 ore a 0,29 ore (sempre per gli americani).

Il tweet: “Qualcuno di voi è un po’ troppo orgoglioso di ammettere di non leggere libri. Quand’è che è diventata una cosa virale?”

Eppure i libri continuano a godere di ottima salute negli spazi online. Grazie ai social media, i libri hanno da tempo scavalcato lo spazio fisico di uno scaffale per godere di una ribalta digitale che non accenna ad affievolirsi. La comunità di #BookTok su TikTok, sorprendentemente estesa, apprezza la letteratura, sviscera le fanfiction, e ha perfino spinto alcune grandi librerie a dedicare intere sezioni ai consigli della piattaforma. Su Twitter l’hashtag #booktwt è regolarmente tra i trending topic, e molti utenti creano community fra di loro in base ai gusti letterari.

Come molte altre cose che riguardano i social, è tutta questione di immagine. E l’immagine che vogliono dare di sé le persone è di amare la lettura. Magari dal valore estetico si passerà prossimamente anche a finire di leggere quel romanzo (o quei 400 romanzi) che se ne stanno là sulle nostre mensole.

Questo articolo è stato tradotto dall’edizione americana di Mashable

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