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L’ultima offensiva russa: tutto per Donbass e Mar d’Azov

Roma, 11 apr – La Russia sta preparando l’offensiva decisiva nel Donbass e la presa definitiva di Mariupol, dopo aver ritirato le truppe a nord di Kiev. Le immagini satellitari mostrerebbero centinaia di veicoli militari russi in movimento verso le aree orientali dell’Ucraina. La gran parte degli analisti sostiene che il primo obiettivo potrebbe essere la città di Izium, poi verrebbe presa di mira Dnipro. L’obiettivo finale resta però il Mar d’Azov.

Il vicepremier ucraino Iryna Vereshchuk ha invitato di nuovo gli abitanti delle regioni di Lugansk, Donetsk e Kharkiv a lasciare le proprie case. “Spesso la decisione di evacuare si rimanda, si pensa che tra un po’ la guerra finirà. Purtroppo devo dire che non sarà così. Dobbiamo essere resilienti e molto responsabili verso noi stessi e le nostre famiglie. Se è possibile evacuare, allora per favore evacuate”, ha dichiarato.

Russia, perché l’obiettivo è il Mar d’Azov

E’ senz’altro possibile che a questo punto Vladimir Putin intenda limitarsi a ottenere il controllo delle zone ucraine confinanti a est con la Russia. Ma come scriviamo su questo giornale dall’inizio del conflitto è soprattutto la “cerniera marittima” ad essere fondamentale per Mosca, ovvero il controllo della costa del Mar d’Azov, al fine di creare un ponte di terra con la penisola della Crimea dal 2014 sotto il controllo russo. Questo significa però che il Cremlino  rinuncerà alla presa di Odessa – considerando anche che la baia è completamente minata per impedire l’accesso alle navi russe – e quindi al controllo totale del Mar Nero sponda ucraina.

Kadyrov: “Prenderemo anche Kiev”

Chi invece continua ad alzare l’asticella è il leader ceceno Ramzan Kadyrov: “Ci sarà un’offensiva. Non solo su Mariupol, ma anche su altri luoghi, città e villaggi. In primo luogo libereremo completamente Luhansk e Donetsk, e poi prenderemo Kiev e tutte le altre città“, ha dichiarato il comandante della Repubblica autonoma del Caucaso in un video pubblicato sul suo canale Telegram. Difficile pensare che il Cremlino voglia davvero riprovare ad entrare nella capitale ucraina, non ne avrebbe probabilmente neppure la forza.

A Mariupol si combatte ancora

Intanto si continua a combattere a Mariupol, con le forze di Mosca che hanno conquistato altre porzioni di terreno. La città portuale, assediata oramai da settimane, non è ancora totalmente sotto il controllo russo. Il vice capo della milizia popolare della Repubblica popolare di Donetsk, Eduard Basurin, citato dalla Tass sostiene che adesso l’80% di Mariupol “è stato liberato (occupato dai russi, ndr) ma c’è ancora resistenza”.

Eugenio Palazzini

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