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L’ira notturna di Penelope, il 6 aprile la presentazione del libro al Bistrot Sivori

Sarà presentato per la prima volta a Genova il prossimo 6 aprile il libro “L’ira notturna di Penelope”, una raccolta di poesie di Antonella Sica che vanta premi ancora prima di essere pubblicato.

Il libro, infatti è stato giudicato Miglior Silloge al XX Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne”.

Edito da Prospero Editore, il volume sarà presentato per la prima volta mercoledì 6 aprile, alle ore 18.00, al Bistrot Sivori di salita Santa Caterina a Genova.

A parlarne sarà Antonella Grandicelli e all’incontro, oltre all’autrice, sarà presente Donatella Bisutti, che ne ha curato la preziosa prefazione.

Proprio Bisutti, notando come la frequente ambientazione in “interni” rimandi a Emily Dickinson per una ricerca raffigurata nella “stanza” così cara a Jane Austen, scrive: “I versi di Antonella Sica si rivelano […] essere soprattutto un’esplorazione in chiave anche mitica e simbolica del Femminile», e conclude: «Accettazione e silenzio sembrano il punto di arrivo di questa scrittura di esplorazione esistenziale, punto di arrivo insieme della vita e del linguaggio”. 

Un libro che ha catturato tanta attenzione in poco tempo, che non è la prima ma la terza silloge di Antonella Sica.

Una scrittura diventata nel tempo matura e sicura, in cui l’autrice mette a nudo una passione coltivata nel corso degli anni, mentre era più evidente la sua attività di manager culturale.

A Genova, la sua città natale, ha fondato e diretto il Genova Film Festival, manifestazione che per vent’anni ne ha animato la vita culturale.

E’ stata attrice con Bloko Teatro, filmaker premiata al Torino Film Festival per “Ballata Trash” realizzato con la collaborazione di Edoardo Sanguineti e Andrea Liberovici, direttrice artistica non solo del Genova Film Festival ma anche di altre manifestazioni cinematografiche.

Il cinema è stato ed è lo specifico ambito culturale in cui si è visibilmente manifestata la sua attività.

Ma nel frattempo, in una dimensione inizialmente più privata e necessariamente più solitaria, si è affermata un’altra esigenza espressiva: la scrittura e in particolare la poesia. La prima raccolta, “Fragile al mondo”, è stata pubblicata da Prospero Editore nel 2016, cinque anni dopo le prime esperienze di lotta e liberazione attraverso la parola scritta sulla carta. Oppure sul computer posato sul tavolino davanti all’unica finestra della casa genovese da cui si vede il mare. Lì vicino, da qualche parte, sarà forse esposto il Premio Internazionale di Poesia “Città di Milano”, vinto nel 2017 con la seconda pubblicazione, “La memoria nel corpo”, edita da Rayuela. Recentemente, per due poesie inedite, ha ottenuto la menzione di merito alla X edizione del concorso di poesia contemporanea “Bologna in lettere” e l’ingresso come finalista al concorso “Poeti oggi” 2022. 

“L’ira notturna di Penelope” prosegue un percorso che si rivela fertile come la poesia sa diventare e severo come la poesia richiede. I cinquantanove componimenti sono divisi nelle sei sezioni “L’ira notturna di Penelope”, “Corda”, “Nessuna”, “Transitorio porto sicuro”, “La vita semplice delle ombre” e “Poetica”.

Sulla copertina, in un tondo, c’è la fotografia di una gabbia scassinata, dettaglio dell’opera “Damen” dell’artista e fotografo Pietro Mari.

Dentro la gabbia, inutile, c’è l’astina colorata su cui si è posato per chissà quanto tempo un uccellino evaso. Fuori è rimasta una targa di latta con scritto “Damen”, cioè donne. Penelope se n’è andata.

E’ lei la donna che ha indirizzato la sua ira calmierata verso un lavoro notturno, durante il quale ogni punto disfatto è diventato la sfida per un nuovo ricamo in cui riflettere un’identità vera da ricercare tanto quanto il vero amore. Questo percorso ha significato partenza, dolore, creazione. 

Antonella Sica con la sue poesie lascia un segno concreto nella discussione sul femminile.

Si ribella al lascito ancestrale dell’educazione patriarcale come dice il verso “Pelle su pelle cucita/troppo stretta ai fianchi”, incipit del componimento che dà il titolo alla raccolta. Descrive il desiderio inespresso e frustrato: “Ho lasciato sempre/qualcosa nel piatto/pur avendo ancora fame”. Esprime il coraggio di affrontare l’ignoto per scoprire una notte bambina che “mi scivola al braccio, tenera ombra,/mi chiede di tenerle la mano/perché, dice, ha paura del buio”, spostando l’angoscia fuori di sé. Definisce la funzione della scrittura: “C’è questo labirinto di parole/e io sono al centro che cerco/l’uscita scrivendo”. Abbandona sentimenti usati “Quando l’amore diventa/polvere addosso,/basta un soffio leggero”, per trovare dentro di sé una cima da vero approdo “Sciogliere ogni legame eppure restare,/volare senza scordare/ché l’unica corda è nel petto che batte/è l’unico modo, questo, di amare”. Le parole sono lavorate tanto quanto basta per essere esatte e segnare una strada che ora tutti possiamo percorrere. 

La creatività di Antonella Sica ha avuto un ulteriore slancio con la videopoesia, attività in cui parola e immagini si fondono generando nuovi spiragli di senso. Non solo esistono versioni video dei suoi componimenti, ma sulla rivista di poesia “Versante ripido” è titolare della rubrica “Lanterna magica” in cui pubblica letture per immagini di poesie scritte da altri. «Non si tratta – spiega lei stessa – di illustrazioni del verso, ma di una nuova risonanza. Non sono oggetti promozionali per il poeta, ma creazioni artistiche che mettono in relazione il testo con le immagini. Scelgo immagini di alta qualità libere da diritti che trovo in rete. Sono nate per altri usi e le piego a nuovi sensi come fa il poeta con la parola». Ad ogni videopoesia, inoltre, Antonella Sica regala la sua stessa voce, in un ulteriore livello di interpretazione.

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