l’indie-non-e-un-piano-b:-le-vie-del-cinema-indipendente

L’indie non è un piano B: le vie del cinema indipendente

Durante quest’anno di pandemia, si è a lungo dibattuto sul futuro del cinema. Ci si è chiesti se le piattaforme di streaming diventeranno il traino principale dell’industria, e su come si muoveranno le major, nella continua competizione per trovare le giuste sinergie.

In questo circolo, emerge insistente il dilemma della qualità di quello che vediamo, e player come il cinema indipendente e le auto-produzioni si stanno facendo strada sempre più spesso tra i prodotti più significativi.

Alla rassegna di quest’anno del Nòt Film Festival di Santarcangelo di Romagna, dedicato al cinema indie, non poteva mancare una disussione sul futuro del mezzo e dei suoi autori.

Il fatto che il festival desse voce a lavori indipendenti e slegati dalla macchina del mainstream ha permesso di esplorare temi di inclusività, disabilità, queer e Lgbtiq+, di femminismo e sostenibilità con dei tagli inaspettati che altrimenti sarebbero rimasti soffocati perché non redditizi o troppo sottili per il mercato.

Abbiamo incontrato alcuni degli autori indie e raccolto le loro esperienze e opinioni su cosa vuol dire essere indipendenti oggi.

Come la producer Rebecca Morandi, un’italiana che vive negli Stati Uniti. Al Nòt ha ritirato il premio per miglior performance in un film esordiente a nome del cast del suo lungometraggio, Highway One, realizzato con la regista Jaclyn Bethany. “[Nel mondo indie] si possono raccontare storie che su altri canali non passerebbero – ha detto durante la cerimonia di premiazione – perché non sono legate a logiche di budget: c’è libertà creativa e si può sviluppare un progetto in maniera fluida, seguendo la direzione naturale delle storie”.

Peter Baxter dello Slamdance Film Festival durante uno dei suoi talk al Nòt Film Fest

Parlando di cinema indipendente, non potevamo non chiedere un parere a Peter Baxter, fondatore dello Slamdance festival, creato nel 1995 per dare una chance a tutti i film indipendenti scartati dal Sundance. Il celebre festival è accusato di non essere più abbastanza indie e di sfornare ormai prodotti adatti al mercato ordinario.

“Lo studio system si sta sgretolando – dice Baxter – così nascono nuove opportunità anche per i filmmaker indipendenti. Le piattaforme di streaming sono aperte a tutti e rappresentano una nuova inclusività nel mondo del cinema”.

Le scarse possibilità offerte dal sistema dello spettacolo, soprattutto in Paesi come il nostro, però rimangono, ma Baxter si mostra propositivo: “I festival come il Nòt permettono di sbloccare queste occasioni. Il fatto di scambiarsi opinioni e creare relazioni dal vivo è infatti una grande potenza”.

Noemi Bruschi con Gloria Zingales, protagonista di Gaetana di Arnaud Giacomini

E in effetti il Nòt ha creato per una settimana una “bolla” in cui registi e addetti ai lavori hanno scambiato contatti, pareri e sinergie. “È una festival experience”, racconta Noemi Bruschi, una dei tre fondatori. “Non è facile creare la giusta atmosfera e un terreno fertile tra professionisti di tutto il mondo, ma noi ci siamo riusciti. Per fare cinema indipendente bisogna saper osare, e noi siamo di supporto alla magia e agli incontri che permettono a questi prodotti di esistere”.

Bruschi ha le idee chiare su come il suo festival potrebbe aiutare anche in futuro il mondo indie: “Stiamo cercando di creare dei Nòt Pop Up, ovvero dei mini eventi itineranti che includono proiezioni, incontri e workshop, in sale d’essay nel mondo, come l’Everyman a King’s Cross di Londra e alla sala Equis di Madrid”.

Sì al ritorno dell’esperienza cinematografica di persona, ma anche allo streaming: il Nòt ha infatti una sua piattaforma di cinema indipendente, che si posiziona tra quelle di genere come ad esempio YouMovie, Indiecinema e Rarovideo. “NòtStream vuole diventare il centro di un ecosistema di distribuzione, in cui il filmmaker guadagna con le visualizzazioni. Così si taglia il tempo diabolico di decisione, perché la nostra community sa già cosa andrà a vedere”. Anche la piattaforma è all’insegna della libertà: “Stiamo pensando ad un pacchetto lifetime per chi si vuole abbonare, e non siamo esclusivi: se un regista sta da noi, può anche andare su Netflix”.

Brian Welsh con l’attore Lorn Macdonald sul red carpet del Nòt Film Fest

Veterano dell’indie è anche Brian Welsh, autore Bbc e regista di un episodio di Black Mirror. Era al Nòt per promuovere il suo film Beats (con l’attore di Bridgerton Lorn Macdonald). Per lui, ci dice, essere indipendenti è un modo per trovare la propria verità, fuori dall’imitazione dei trend del momento. Senza tenacia però, racconta, non è possibile fare cinema.

“Bisogna continuare a imparare dal proprio lavoro – continua – per produrre qualcosa di forte che venga notato. Sono editor e ho una visione meticolosa degli errori di ripresa e di ritmo: quando si lavora a produzioni folli e veloci come le serie tv è necessario arrivare preparati, o si rischia di far uscire dei disastri”.

Welsh sottolinea l’importanza del senso di responsabilità verso gli spettatori che deve appartenere a un regista: “Che tu faccia cinema indipendente o meno, devi sempre ricordare che è qualcosa che vuole raggiungere il maggior numero possibile di persone, e che quindi va fatto con cura”.

Andrea Corsini coi tre fondatori del Nòt Noemi Bruschi, Alizé Latini e Giovanni Labadessa

Cinema indipendente significa affermare la propria identità, per non avere più limiti: lo sa bene Andrea Corsini. Autodidatta, nell’ultimo anno ha conquistato numerosi premi per il suo cortometraggio horror Ferine, dalla prémiere alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia a 9 nomination per il Méliès d’argent.

Corsini è in trattativa per far diventare il suo film un lungometraggio. Ma ha ben presente il pericolo del passaggio a una produzione più grande e non ha intenzione di perdere l’anima del mondo da cui viene. Ci dice: “Se andrà in porto, non mi faranno cambiare una virgola: questo è indie, guadagnarsi il rispetto di chi poi sceglierà di finanziarti”.

Mashable Italia è stato media partner del Nòt Film Fest. I film dell’evento si possono vedere in streaming sulla piattaforma www.notstream.com.

Nella foto principale, una scena da Ferine di Andrea Corsini, in concorso durante la rassegna.

Potrebbe interessarti

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *