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Le persone usano Google Street View per rivedere i loro cari estinti

Google ha rilasciato Street View nel 2007. Solo qualche anno più tardi, nel 2013, il colosso del web ha reso disponibile la possibilità di utilizzare una barra temporale per vedere come si presentavano certi luoghi, sempre a 360 gradi, negli anni precedenti.

Così, se mi ponevo dinanzi alla strada della mia casa di origine, potevo accorgermi di come era cambiato il colore dei muri esterni o dell’asfalto, nel giro di qualche anno. Più siamo andati avanti nel tempo e più il ricco database visivo di Google si è arricchito. Tanto che oggi ci sono luoghi particolarmente visitati da poter visualizzare anche in uno scorcio decennale, sin dal 2011.

Negli ultimi tempi, su Twitter sta prendendo piede la tendenza a utilizzare Street View con lo scopo di ricercare un caro defunto, che magari camminava per le vie del paese ignaro di poter essere immortalato (per sempre?) dal servizio digitale.

La scrittrice britannica Sherri Turner ha già collezionato decine di migliaia di “Mi piace” su Twitter con un post in cui dice di visitare, periodicamente, la visuale della sua casa natale, in cui si intravede la camera della madre, ora scomparsa, con una luce accesa.

I look at my mum’s old house on Google maps street view, the house where I grew up. It says ‘Image captured May 2009’. There is a light on in her bedroom. It is still her house, she is still alive, I am still visiting every few months on the train to Bodmin Parkway,

— Sherri Turner (@STurner4077) June 16, 2021

Ma tanti altri hanno scoperto i loro cari online, riportando le immagini o i link di momenti di vita quotidiana rimasti impressi nella memoria di Google che oggi lasciano il magone.

I can go back to 2009 and see my parents walking down the road holding hands. I lost them both 8 & 6 years ago. pic.twitter.com/0YmYROw81k

— Seán (@seanyboyo) June 16, 2021

Come Google mappa il mondo a 360 gradi

Google Maps utilizza tantissime fonti visive per creare l’esperienza immersiva offerta da Street View. La compagnia, parte del gruppo Alphabet, afferma che la ricreazione digitale del mondo fisico è alimentata da milioni di fotocamere che catturano più angolazioni, tanto da riprendere persone che guidano, pedalano, navigano, camminano e vivono normalmente.

L’azienda si è anche mossa per consentire agli utenti di inviare le proprie immagini ad integrazione di Street View, di norma in formato statico. La privacy degli individui è assicurata dall’oscuramento dei volti e delle targhe anche se, ovviamente, i diretti interessati possono riconoscere senza grossi problemi persone, animali o veicoli con loro familiari.

Potere delle big tech

Ma ci sono anche dei risvolti particolari da prendere in considerazione, oltre l’effetto nostalgia. Le immagini riprendono attimi in cui i protagonisti non hanno né avranno più voce in capitolo su come Google ha catturato le loro foto e su cosa ci farà in futuro. Più in generale, è la conseguenza diretta dell’oligarchia digitale nella quale siamo pienamente coinvolti e che disegna uno scenario in cui poche aziende detengono gran parte del potere sui contenuti che riguardano le persone, prodotti in maniera indiretta (come in questo caso) o diretta (post social, video, ecc.).

Peraltro, come cittadini non abbiamo mai avuto un ruolo reale nella definizione delle norme su come dovrebbero essere gestiti i dati associati a persone scomparse, in qualità di eredi o simili. C’è da dire che Google risponde alquanto velocemente quando si segnala qualcosa che non va o che non dovrebbe essere su Google Maps e/o Street View. Ad esempio, nel 2013 un padre in California ha dovuto chiedere a Big G di rimuovere un’immagine aerea del cadavere di suo figlio.

Quanti conoscono la linea temporale di Street View e dunque la possibilità che un loro caro scomparso sia ancora presente sul servizio? Difficilmente Google può sapere lo stato di salute di tutti coloro che riprende con le telecamere in giro per il mondo, ma realizzare un bel form online con cui richiedere la rimozione delle immagini non sarebbe per nulla una cattiva idea. Quello che oggi possiamo fare è solo inviare una richiesta per l’oscuramento di persone e oggetti e nulla più.

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