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Le gag di Paperino tornano mute. Con ‘Le vacanze di Donald’ un omaggio agli anni ’50

Si sa, pochi personaggi sono sfortunati quanto Paperino. Non deve stupire quindi che una sua semplice fuga dalla città possa dare spazio a una serie infinita di gag e imprevisti da riempire un intero graphic novel. È accaduto per Le vacanze di Donald, una storia a fumetti sceneggiata da Frédéric Brrémaud e illustrata da Federico Bertolucci, che dopo la pubblicazione Glénat per il mercato francese arriva anche in Italia, edita da Panini Comics.

È un graphic novel divertentissimo, ma anche poetico ed estremamente particolare, che sceglie di rinunciare alle parole per concentrare tutta l’attenzione sulle immagini.

Stufo del caos e della frenesia della città, Paperino fugge verso un luogo immerso nella natura. Ma, come ben sappiamo, il noto papero non solo fabbrica guai, li attira! Si troverà quindi davanti a diversi inconvenienti, i quali daranno vita a una serie di esilaranti disavventure, con protagonisti pestiferi scoiattoli e orsi golosoni.

Il duo Brrémaud-Bertolucci ripropone in questo fumetto due aspetti che i loro lettori già avevano conosciuto e apprezzato nel ciclo di storie autoconclusive Love: le tavole mute e gli animali protagonisti.

Come nei loro lavori precedenti, la storia è immersa nella natura: ruscelli, alberi, cespugli e monti fanno da scenografia. Ed essendo solo, lontano dalla città, Paperino interagisce con le creature che vivono nel bosco: picchi, lepri e gli immancabili Cip e Ciop. “Le vacanze di Donald è Paperino secondo gli autori di Love. Ecco perché abbiamo scelto una storia e un’ambientazione che ci permettesse di lavorare ancora con gli animali. Volevamo richiamare le storie con cui i lettori hanno imparato a conoscerci” ha raccontato Federico Bertolucci a Mashable Italia.

Credit: Panini Comics

In tutta la storia non si proferisce parola: non ci sono balloon, come dicevamo, e Paperino comunica solo attraverso i gesti e la mimica facciale. Da fuori il carico di responsabilità per il disegnatore sembra aumentare, ma Bertolucci ci ha spiegato che non è così: “Con lo sceneggiatore si parla molto della scelta di narrazione anche quando non c’è un testo da aggiungere alle immagini”, ha detto. “È vero che le parole aiutano ma quando il lavoro è fatto davvero bene un fumetto si può leggere senza l’aiuto dei balloon. Da piccolo leggevo Topolino prima di saper leggere e lo capivo perché i disegni erano semplici e chiari. Questo è un aspetto sempre essenziale, che ci siano i dialoghi oppure no”.

Non tutte le storie e non tutti i personaggi si prestano a un graphic novel di sole immagini, comunque. Paperino faceva sicuramente al caso del duo Brrémaud-Bertolucci. “È stato divertentissimo; Paperino basta metterlo in una condizione di disagio e il gioco è fatto. È irascibile e dispettoso quindi le gag vengono da sé. Noi abbiamo fatto gli spettatori: io ridevo da solo disegnando”.

Lo stile che Bertolucci ha scelto per Le vacanze di Donald è un enorme tributo ai cortometraggi animati degli anni ’50 che avevano Paperino per protagonista. Dal tipo di gag al colore fino dal look, tutto richiama le animazioni che hanno reso celebre il papero Disney. “Soprattutto in Italia quei cortometraggi si capivano solo attraverso le immagini perché le gag erano per lo più mute con qualche parola che nel doppiaggio finiva per essere incomprensibile. Conoscendo bene quei film ho pensato subito che sarebbe stato bello riportare quell’atmosfera su carta” dice Bertolucci.

Il fumettista ha fatto uno studio approfondito dei cortometraggi degli anni ’50: “Le tinte sono un po’ vintage perché ho voluto replicare l’effetto dato da una lente molto opaca che si usava spesso all’epoca per i libri illustrati. La scelta deriva da uno studio fatto sui fondali dei cartoni animati: ho studiato un po’ di cortometraggi, in alcuni casi molto pittorici”. Ma gli omaggi sono veramente dappertutto, non solo nella scenografia. “La casacca di Paperino, per esempio, è quella semplificata dei cartoni animati: non ha i bottoni gialli dei fumetti e ha invece il papillon nero”.

Se Paperino vive una fuga avventurosa e piena di situazioni di stress, Le vacanze di Donald si rivelano per noi il contrario: una lettura profondamente rilassante e immersiva. Catapultano nella natura e sembra di sentire il vento sulla pelle e il rumore dell’acqua di un ruscello in lontananza. Paperino fa il resto e la risata è assicurata.

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