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Le case a Ponente ore le comprano gli ucraini e i soldi sono l’ultimo dei problemi

Sanremo. E’ boom di vendite immobiliari agli ucraini in fuga dalla guerra. A dimostrarlo sono i dati di vendita della principale agenzia immobiliare di Sanremo che opera sul mercato russo, la Azarovs di corso Imperatrice. Dalla drammatica invasione dell’Ucraina, sono quotidiane le richieste di cittadini originari delle principali città colpite dai missili russi, Kiev, Odessa, Mariupol, che contattano gli intermediari locali per cercare casa in provincia di Imperia e più in generale in Liguria, scenario prediletto, negli ultimi anni, dagli oligarchi russi che hanno letteralmente fatto shopping di residenze di lusso a Ponente e in Costa Azzurra.

«Dopo una settimana dal fatidico 24 febbraio c’è stata una corsa agli affitti che si è esaurita nell’arco di pochi giorni. La situazione di forte incertezza delle persone che scappano dalla guerra ha spinto molti clienti a traguardare nell’immediato l’obiettivo acquisto, perché, è triste dirlo, ma il proprietario medio italiano non vuole affittare agli estranei, figuriamoci a chi viene dall’altra parte d’Europa, senza garanzie e fugge da un destino imprevedibile», – spiega Alexsei Azarov dell’agenzia Azarovs -.

«Chi si rivolge a noi oggi, ricerca appartamenti e ville per trasferire tutto il capitale a disposizione, il prima possibile. L’obiettivo è mettere i risparmi al sicuro. Nell’ultimo mese abbiamo concluso 12 compromessi dei quali 8 per appartamenti e 4 per ville tra Bordighera e Sanremo. Il budget medio è di 500 mila euro. L’acquisto si conclude a distanza: proponiamo l’immobile, se piace, il cliente vola in Italia per una visita sul posto. Non c’è tempo di parlare. Firmato il compresso, l’acquirente ritorna in Ucraina in attesa che si perfezioni l’atto».

«Il mercato che solo fino a qualche mese fa era alimentato principalmente dai russi è ora completamente bloccato. Chiunque abbia passaporto russo e risieda in Russia – continua Azarov – non può aprire neanche un conto corrente in territorio europeo. Diverso è il discorso per chi è di nazionalità russa ma vive e ha la cittadinanza italiana. L’Ucraina dimostra di fatto le stesse contraddizioni della Russia: c’è una fetta minoritaria di popolazione ricca e una maggioranza di poveri. Non esiste la classe media. Chi ha la possibilità di comprare casa non bada a spese. Il minimo che viene messo sul piatto è 200 mila euro. Con i clienti non c’è tempo di socializzare: si percepisce che scappano da una situazione terribile, in cui sono a repentaglio vita e beni di intere famiglie. Dallo scoppio della guerra, nella mia agenzia ho assunto due collaboratori ucraini che sanno bene di cosa si parla. Nei loro occhi leggo la preoccupazione per i cari rimasti sotto il tiro delle bombe».

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