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Le biciclette elettriche attirano i fulmini?

Il caso della tragica morte di Alberto Balocco, presidente dell’omonimo colosso dolciario, e di Davide Vigo in Piemonte ha sconvolto l’intero Paese e posto alcuni interrogativi sulla sicurezza delle e-bike. I due sono stati colpiti da un fulmine mentre erano in sella alle loro biciclette elettriche. Da qui moltissimi si sono chiesti, preoccupati: ma sono questi mezzi ad attirare i fulmini?

Cosa dice la scienza

Sgombriamo subito il campo da false paure e diciamo con certezza: no, le bici elettriche e le relative batterie non attraggono i fulmini. O almeno non più di qualsiasi altro oggetto. Insomma, elettricità non chiama elettricità, così come non funge da parafulmine un telaio in carbonio o la presenza di materiale elettronico. Ma allora cos’è che aumenta il rischio di restare folgorati da una scarica proveniente dal cielo?

Alla domanda risponde direttamente il National Weather Service americano, precisando che “l’altezza, la forma appuntita e l’isolamento sono i fattori dominanti che controllano il punto in cui un fulmine colpisce”. La presenza di metallo, contrariamente alla vulgata comune, “non incide per nulla sul luogo in cui il fulmine colpisce. Le montagne sono fatte di roccia e pietra, ma vengono colpite dai fulmini molte volte all’anno”. Gli esperti sottolineano infatti che il metallo non attira i fulmini, ma li conduce.

Parlando della sicurezza dei ciclisti, per di più, i copertoni delle mountain bike, le manopole del manubrio e il rivestimento isolante delle batterie delle e-bike non conducono l’elettricità. L’ipotesi più probabile è dunque che il fulmine abbia scaricato i suoi milioni di volt a terra e che i due ciclisti siano rimasti fatalmente coinvolti dal fenomeno. L’accortezza da seguire è sempre e comunque quella di non ripararsi sotto alberi o tralicci o altri oggetti alti quando inizia a piovere (con annessa attività elettrica) in montagna come in altri luoghi aperti.

I fulmini sono imprevedibili

Il Sistema italiano rilevamento fulmini osserva che “ogni oggetto con un’elevazione predominante rispetto all’area circostante ha una maggior probabilità di essere colpito dal fulmine (un albero, una torre, un traliccio)”. Per questo motivo passeggiare in montagna presenta sulla carta più rischi, in quanto ci si trova a un’altitudine maggiore rispetto a pianura e collina.

Ovviamente si tratta di una tendenza e non di una certezza: i fulmini sono imprevedibili e possono cadere a terra dovunque. Il caso dei malcapitati Balocco e Vigo è emblematico in questo senso: il fulmine che non ha lasciato loro scampo si è infatti abbattuto in un tratto montano senza vegetazione predominante, aumentando per contro la probabilità di essere colpiti in quanto “unici oggetti più alti” di quel particolare spazio.

Quanta gente viene colpita dai fulmini

Sebbene sia percepita come inusuale e quasi mai frequente, la morte per folgorazione da fulmine registra ogni anno, nel mondo, tra le 6mila e le 24mila vittime. E questo solo considerando i decessi, perché il numero di persone colpite e che sopravvivono è molto più alto. In Italia cadono circa 1,6 milioni di fulmini ogni anno e soprattutto durante l’estate.

Secondo i dati del Center for Disease Control and Prevention statunitense, dal 2006 al 2021 quasi i due terzi di decessi causati da un fulmine negli Stati Uniti hanno interessato individui che stavano svolgendo attività ricreative all’aperto come la pesca, la nautica, lo sport, il semplice ozio in spiaggia o, per l’appunto, il ciclismo amatoriale.

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