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La stampa 3D? A portata di clic

Noi lo chiamiamo fai-da-te mentre gli americani usano do it yourself o DIY, fattelo da solo insomma. Un claim che, da qualche anno, ha assunto un significato molto diverso per un settore, quello della stampa 3D. Spesso ci s riferisce a tale ambito indicando le soluzioni più avanzate che le aziende adottano per realizzare prototipi e “mockup” dei loro progetti ma non è detto. C’è tutto un segmento, fatto di dispositivi dai prezzi accessibili ma dalle grandi opportunità, rivolti al grande pubblico, a chi è incuriosito dal fenomeno che oramai fenomeno non è, essendosi consolidato per intere comunità che vanno oltre l’hobby.

Con tale premessa, abbiamo approcciato in maniera molto serena la Anycubic Vyper 3D, uno dei modelli più economici in circolazione, che per poco più di 400 euro permette di ingombrare poco in casa, senza lesinare in funzionalità di spessore.

Qui siamo un gradino oltre il cosiddetto entry-level perché molti concorrenti di Anycubic richiedono un assemblaggio in prima apertura per niente banale. Qui invece bisogna dedicare una mezz’oretta scarsa al montaggio, dopo di che si è pronti.

Come è fatta

Anycubic Vyper offre un volume di stampa di 245x245x260 mm, la base è riscaldata e magnetica, stampa PLA, ABS, TPU nel diametro di 1.75mm, ha una porta USB e un lettore di memory card, base autolivellante e schermo LCD touchscreen da 4.5”. Alimentata da una scheda madre a 32 bit e Cortex-M3, la Vyper può essere utilizzata, come detto, con i tradizionali filamenti PLA e ABS, ma anche con TPU, PETG e, udite udite, pure il legno.

Ciò è dovuto all’ampio intervallo di temperatura, che consente alla testina di funzionare da 200 gradi a 260 gradi, imprimendo dunque anche materiale più duro. Il driver alla base è silenzioso e il software molto “user friendly”, semplificato dal fatto che la maggior parte delle funzioni sono accessibili dal touchscreen. Non serve nemmeno connettere sempre il PC per lanciare i progetti, che invece possono essere caricati su una scheda SD, da inserire nella Vyper. Sempre con lo schermo integrato si viaggia tra le cartelle e si sceglie il prodotto da stampare.

Certo, il problema principale di una stampante 3D è il tempo. Per ottenere un oggetto piccolo, ad esempio una monetina con inciso il proprio nome, bastano due o tre ore ma si può arrivare anche a 20 per disegni più complessi, non solo in dimensioni ma proprio come dettaglio delle levigature.

@lulzbot3D I went with Anycubic Vyper for my first 3D printer

— PantherClawz (@PClawz) March 25, 2022

Vyper integra un sistema di auto-calibrazione a sedici punti. Ancora una volta, dal touchscreen basterà cliccare “Auto-leveling” per eseguire le misurazioni necessarie per la calibrazione. A differenza di altri modelli che effettuano la calibrazione prima di ogni lavoro, la Vyper ci pensa solo dopo ore e ore di filamenti.

Visto che il funzionamento di una stampante 3D prevede molto calore, Anycubic ha pensato bene di piazzare sul dispositivo tre ventole, che raffreddano non solo la zona della testina, ma anche il modello di stampa, massimizzando la resa con dei materiali che necessitano di temperature ancora maggiori (i suddetti 260 gradi).

Vale la pena?

Una stampante 3D non è uno smartphone e nemmeno un tablet, anche se costa anche la metà dei top di gamma in quelle categorie. Il senso è che un oggetto del genere deve servirti per davvero perché lasciarlo così, in cantina, è un peccato. Il prezzo non è un muro all’ingresso, per niente. Ci sono esemplari, in vendita ovunque, che vanno vicini e oltre i mille euro, dunque qui siamo su un piano medio-basso.

 

Se il tuo unico limite è l’immaginazione e vorresti tanto stamparti un supporto per il cellulare o quel pezzo dell’aspirapolvere che ti è erroneamente caduto nel water (mi è successo davvero e sto ancora cercando il file CAD per la stampa), allora la Vyper 3D può essere un’ottima compagna di avventure.

Ovviamente non è e non può essere perfetta in tutto quello che fa, ma quello che fa lo esegue bene, in silenzio e con i suoi tempi. Chiunque sia alle prime armi non dovrebbe scendere di livello ma partire da questo prodotto per poi, eventualmente, dedicarsi a qualcosa di più completo.

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