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La scenografia di Milano: così Donzelli ha dato forma all’estetica dei conservatori italiani

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«È una scenografia meloniana, una struttura dei conservatori italiani, non abbiamo scimmiottato nessuno, è un modello nostro…». Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, rivendica il “copyright” dell’imponente scenografia allestita per la Conferenza programmatica del partito a Milano. Ieri, nella Sala gold del Mico, per la kermesse voluta da Giorgia Meloni, hanno debuttato maxischermi, luci stroboscopiche blu, bandiere tricolore. Per qualcuno uno stile di chiara impronta Usa, anzi “trumpiana”, per altri un’estetica dal sapore craxiano o berlusconiano. Etichette che Donzelli rifiuta, rivendicando l’originalità del progetto.

FdI rivendica l’estetica dei conservatori italiani

Dunque, no, non ha copiato da nessuno e non è una versione conservatrice del “Panseca craxiano”. Semmai ha preso spunto da diverse fonti – dagli Usa a Macron, fino al “primo Berlusconi” – per creare un modello e uno stile autonomi, con l’obiettivo di «abbattere le distanze tra la gente e gli oratori». «E mi pare che ci siamo riusciti. La sala, quadrata, poi si prestava benissimo», ha sottolineato il deputato, responsabile dell’organizzazione di FdI, parlando con l’Adnkronos. «La scenografia con il palco centrale collegato a quello in fondo nasce – ha spiegato Donzelli – dall’esigenza di far sentire tutti vicino e coinvolti. Tutte le volte pensano sempre che si cerchino modelli altrui. Certamente si fanno dei confronti, si guarda tutto, ma poi noi abbiamo un modello nostro».

Donzelli: «La scenografia frutto della nostra esperienza»

«Non c’è un modello a cui ci siamo ispirati, perché possono essere vere tutte le cose che vengono dette e scritte. Sicuramente – ha precisato Donzelli – c’è qualcosa del messaggio positivo del sole in tasca del primo Berlusconi, c’è qualcosa magari della comunicazione americana, così come c’è qualcosa visto alla campagna elettorale francese di Macron. Ovviamente – ha ricordato – le cose non nascono mai senza precedenti, ma non ci siamo ispirati da nessuno. Ormai sono più di 30 anni che facciamo politica».

La passerella? «È quella su cui ci consumiamo le scarpe nelle periferie»

E la passerella? «La politica deve essere sia punto di riferimento che a contatto con tutti», ha chiarito Donzelli, per il quale «il palco distante da chi ascolta è ormai una cosa superata». «Questa della Conferenza – ha quindi concluso il responsabile organizzazione di FdI – non è una passerella di sfilata di moda, ma la passerella con cui ci consumiamo le scarpe tutti i giorni nelle periferie, andando ad ascoltare ogni italiano».

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