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La Russia si ritira dalla Iss. L’annuncio del capo di Roscosmos

Il numero uno dell’agenzia spaziale russa, Dmitry Rogozin, annuncia il definitivo addio di Mosca alla Stazione spaziale internazionale. “La decisione è stata presa”, avrebbe rivelato alle agenzie di stampa russe, aggiungendo che i partner della Iss verranno avvisati con un anno di anticipo dal termine effettivo

La Russia lascerà la Stazione spaziale internazionale (Iss) a causa delle sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina. Ad annunciarlo lo stesso direttore generale di Roscosmos, Dmitry Rogozin in un’intervista alle agenzie stampa russe Tass e Ria Novosti, ripresa da Bloomberg: “La decisione è già stata presa, non siamo obbligati a parlarne pubblicamente”, aggiungendo che, in linea con gli obblighi internazionali presi nel contesto della collaborazione sulla Iss: “informeremo i nostri partner della fine del nostro lavoro sull’Iss con un anno di anticipo”. Adesso si attendono le risposte delle agenzie spaziali coinvolte nella Iss. “Siamo stati i primi ad andare nello spazio – diceva lo stesso Rogozin a inizio aprile in un Tweet – e non lasceremo che altri ci dicano come comportarci”.

I precedenti

Non è la prima volta che Rogozin annuncia la fine della collaborazione di Mosca con la Iss, ma questa volta la decisione sembra essere ufficiale. Già a inizio mese era tornato all’attacco della Stazione spaziale attraverso un messaggio su Telegram, nel quale affermava che Mosca non avrebbe più collaborato con i Paesi che stavano fornendo armi e supporto politico al governo ucraino, da lui definito “la giunta nazista a Kiev”. “Roscosmos ha sospeso i progetti congiunti con i Paesi occidentali per motivi morali ed etici. Nessuna cooperazione”.

Il messaggio di Roscosmos

A ciò si sono aggiunte nel corso del tempo le diverse azioni intraprese dalla Russia per ritirare la Federazione dai programmi di cooperazione spaziale. “Ritengo che il ripristino delle normali relazioni tra i partner della Stazione spaziale internazionale e altri progetti congiunti sia possibile solo con la completa e incondizionata revoca delle sanzioni”, aveva scritto sempre Rogozin sul suo profilo Twitter, aggiungendo che Roscosmos avrebbe presentato a Stati Uniti, Canada, Unione europea e Giappone “proposte specifiche sui tempi per porre fine alla cooperazione sulla Iss”.

La posizione di Rogozin

Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina il capo del programma spaziale russo ha portato avanti per settimane una campagna di propaganda a favore del presidente Putin, prendendo di mira più volte gli Stati Uniti e i loro alleati. In un’occasione aveva discusso, via Twitter, con l’astronauta Nasa Scott Kelly, fermo oppositore dell’invasione, in un duro botta e risposta, durante il quale Rogozin annunciava di voler ritirare la medaglia per meriti nell’esplorazione spaziale assegnata proprio da Mosca a Kelly.

AstroSamantha sulla Iss

Al momento, tra l’altro, sulla Stazione spaziale internazionale è presente l’astronauta italiana dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Samantha Cristoforetti, che ha raggiunto l’avamposto orbitale con la missione Minerva, partita il 27 aprile da dalla rampa di lancio 39A del Kennedy space center, in Florida. A bordo della Iss, AstroSamantha ricoprirà il ruolo di leader del Segmento orbitale americano (Usos), che ricomprende i moduli e i componenti americani, europei, giapponesi e canadesi. Insieme a lei sono partiti i tre colleghi della Nasa: Kjell Lindgren, Robert Hines e Jessica Watkins. La permanenza a bordo di AstroSamantha è appena iniziata, ed era possibile anche un’attività extraveicolare (Eva) per l’astronauta italiana, che la avrebbe fatta indossando una tuta Orlan russa, dato che è quella con cui si è preparata durante il suo precedente addestramento in Russia.

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