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La Norvergia obbliga a dire se le foto sono ritoccate. L’aveva già fatto la Francia

Basta filtri o ritocchini. In caso, devono essere segnalati. La Norvegia ha approvato una legge che obbliga influencer e inserzionisti a etichettare le foto pubblicate sui social che sono state modificate e ritoccate. L’obiettivo è quello di contrastare gli standard di bellezza irrealistici ormai imposti online.

Labbra ingrandite e vite ristrette in modo sproporzionato, come anche l’aggiunta di muscoli esagerati. D’ora in avanti qualsiasi modifica fatta alla forma, alla dimensione e al colore della pelle del corpo dovranno essere visibilmente segnalati e necessiteranno di un’etichetta standardizzata progettata dal Ministero norvegese per l’infanzia e la famiglia che specifica il ritocco effettuato prima della pubblicazione online. A dimostrazione che la realtà è ben diversa da quella che viene mostrata.

La nuova legge si rivolge a influencer e celebrità, anche nel caso in cui questi ricevono pagamenti o altri benefici con la pubblicazione di post o storie concordate su piattaforme di social media come Facebook, Instagram, Snapchat, TikTok e Twitter. Eventuali violazioni saranno punite con multe e, in casi estremi, anche con la reclusione.

Più realtà e meno finzione per distruggere ideali di bellezza impossibili e discriminatori per la maggior parte delle persone. Presentando la proposta di legge al parlamento norvegese, il Ministero dell’infanzia e della famiglia ha infatti citato studi su come gli standard di bellezza online abbassino l’autostima dei più giovani.

La norma però potrebbe essere difficile da far applicare, ha ammesso il ministero stesso, perché non è sempre facile determinare se una foto è stata modificata o meno. Il tentativo di ridurre la pressione sugli utenti potrebbe poi scatenare una reazione opposta da quella desiderata: cioè, spingere gli influencer non a mostrarsi al naturale, con i loro pregi e i loro difetti, ma a sottoporsi a interventi di chirurgia estetica “per essere all’altezza degli ideali di bellezza imposti”, riporta Vice.

Potrebbe diventare una legge comune?

La Norvegia non è il primo Paese ad affrontare l’argomento. La Francia, infatti, già nel 2017 ha introdotto una legge che impone a qualsiasi immagine commerciale modificata, ad esempio per far sembrare qualcuno più magro, di avere un avvertimento visibile. La proposta di legge era stata sostenuta dell’ente benefico Girlguiding, che aveva portato come prova una propria ricerca secondo cui circa la metà delle giovani donne di età compresa tra gli 11 e i 21 anni utilizzava regolarmente app o filtri per migliorare l’aspetto delle foto online.

Anche il Regno Unito dall’anno scorso ha cominciato a discutere dei problemi di salute causati anche dalla pressione sociale che impone determinati standard di bellezza irraggiungibili. A settembre 2020 dottor Luke Evans, medico di famiglia e deputato, ha presentato un disegno di legge simile a quello francese e norvegese rimasto però in sospeso nei mesi a seguire. Che non sia questo il momento, grazie all’ultimo caso europeo di ripescare la proposta e tornare a discuterne?

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