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La mia settimana in una crociera per smart worker: come si lavora bene in mezzo al mare

La startup Cosmico crede che i talenti del digital possano lavorare ai loro progetti da ogni luogo, e che non debbano essere ingabbiati in un ufficio.

Così, questa società che connette i professionisti del digitale con aziende e startup internazionali, ha lanciato un progetto di viaggi per smart worker, per dimostrare che lavorare da praticamente ovunque (con tutti i comfort annessi e una buona connessione), può essere la soluzione del futuro per creare collaborazioni di valore e migliorare la qualità del lavoro.

Ho partecipato a questa prima esperienza, una crociera con tappe da Malta all’Italia, chiedendomi sin dall’inizio in preda all’inquietudine: ce la farò a godermi tutto quello che offre un viaggio del genere, riuscendo – anche a rispettare le consegne?

Uno dei ponti a vista mare e a bordo piscina della MSC Seaside

Viaggiare con ogni comfort: il timore di dover scegliere tra svago e lavoro

In quanto freelance reperibile a tutte le ore, non potevo barare: quella settimana, come tutti i professionisti provenienti da ogni parte d’Italia, da Buildo a Imille, avrei lavorato. Appena salita sulla nave da crociera, però, le mie certezze hanno iniziato a vacillare.

Eravamo infatti a bordo dell’ammiraglia MSC Seaside, una “città sul mare”, gigantesca e provvista di tutto.

La crociera e i suoi mille ambienti

Se siete sui 20/30equalcosa e non avete mai fatto crociere, l’esperienza può distrarvi non poco: sulla nave ci sono dalla spa ai ristoranti, dalla palestra vista mare alla piscina sul pontile aperto, fino al balcone della mia stanza a cui ancora penso, su cui rimanevo ipnotizzata a guardare il mare (e per questo ero sempre in ritardo per cena).

Inoltre, a ogni tappa, c’è la possibilità di visitare i porti: potevo andare in spiaggia a Siracusa e girare per Matera. Tutto questo, rispettando le mie consegne.

Il balconcino sul mare della mia stanza a bordo della crociera MSC Seaside

Appena a bordo, ho iniziato a esplorare: le crociere sono come scatole cinesi, in cui scopri ancora di più di quello che vedi. Mi sono imbattuta così nel lussuoso Yacht Club (che prevede il servizio di butler, ovvero di assistente personale).

Un’area dello Yacht Club nella crociera MSC Seaside.

Il miracolo dello smart working in viaggio

Non volevo farmi mancare niente: volevo fare dalle gite alla colazione sul mare. Così, giorno dopo giorno, è avvenuto il miracolo: ho cominciato a lavorare più rapidamente del solito, con un livello di attenzione molto alto.

La presenza del mare, del bel tempo e la possibilità di staccare a bordo piscina in qualsiasi momento, hanno levato dal mio stato mentale la pesantezza che a volte s’impossessa del freelance e lo porta ad andare lungo sulle consegne, magari privandosi di momenti di sport e di svago.

Uno dei pontili con sdraio e bar che si affacciano sul mare

In questa settimana ho lavorato con più entusiasmo del solito dandomi delle fasce orarie molto nette: l’avere a portata di mano divertimenti e la possibilità di ritrovarmi in un attimo in piscina, ha ottimizzato il tempo che a volte, nello smart working, tende a spalmarsi troppo, quando non ci sono abbastanza diversivi.

Networking viaggiando, in un mondo che andrà meno in ufficio

Francesco Marino, 31enne Managing Director di Cosmico che era con noi, non è nuovo allo smart working: già nel 2016, quando aveva 26 anni, era stato selezionato tra le 5 startup italiane che avrebbero incontrato Tim Cook, nientemeno che l’attuale ceo di Apple.

Il lavoro del futuro non è fatto da talenti ingabbiati, ma di professionisti che sono felici di far parte di un progetto. Così puoi lavorare con metodologie diverse: da una parte impari, e dall’altra col networking ti confronti con altri professionisti del digital che ti danno la loro prospettiva”, racconta Marino.

“Il mare, poi, è un ottimo connettore per le emozioni”, continua, “e dal punto di vista professionale può essere utile, perché apre la mente a orizzonti infiniti”.

Il nuovo smart working per il post-pandemia

“Il covid-19 ha cambiato le regole: nella maggior parte dei casi, solo il 40% dei dipendenti digital andrà in ufficio”, continua Marino: “Anche le realtà che sono a noi legate sanno che le cose sono cambiate. Ormai deve essere piuttosto un talento di valore a dire no a un’azienda, e non viceversa”.

La vista dopo il tramonto a bordo della crociera MSC Seaside

Il tema di “spegnere” i talenti, forzandoli su progetti che non interessano, è molto caldo nel mondo del digitale italiano, e anche The Wave Studio, che fanno design e sviluppo, raccontano che nella sede di Catania ognuno sta solo sui progetti che gli piacciono, e si va in ufficio quando si vuole. Risultato: un team affiatato di amici, e la possibile apertura di una seconda base a Milano.

Il cocktail di presentazione tra i vari gruppi

Una famiglia digital formata sul mare

Riguardo al gruppo che si è formato in viaggio, è stato un esperimento social/professionale riuscito bene. I più non si conoscevano tra loro, e tra lavoro e svago, si è formato un vero e proprio gruppo (molto attivo anche su WhatsApp), che ha unito al tono professionale quello amichevole e di stima reciproca.

In una sola settimana non solo ci si è confrontati lavorativamente, ma si è giocato a bowling, condiviso i pasti, le gite e gli allenamenti in palestra: un po’ un pezzo di vita comune iper-compressa in pochi giorni, che Marino ha definito a fine viaggio “una famiglia digital: abbiamo concluso questa esperienza, ma da qui abbiamo iniziato a costruire qualcosa insieme”.

Il primo aperitivo spontaneo a Milano post-esperienza, per vostra informazione, è avvenuto la sera stessa dello sbarco.

Le foto, dove non indicato diversamente, sono di Chiara Monateri.

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