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La leggenda della scultura della testa del boia di piazza Cavour

Il fascino dei vicoli di Genova è capace di lasciare a bocca aperta anche chi i carruggi li vive quotidianamente.

Andar su e giù per le creuze del centro storico significa spesso imbattersi in pietre dalla storia anche millenaria, in segni lasciati dai portuali del ‘500 e in racconti e leggende che, ancora oggi, sono capaci di incuriosire e raccontare l’antica Repubblica di Genova.

Tra le storie forse meno note ma certamente affascinanti vi è la leggenda della testa conficcata in piazza Cavour.

Una testolina piccola, non facilmente visibile perché in alto e in parte celata dalla Sopraelevata.

Diverse sono le storie che hanno come protagonista questa scultura ma tutte sono accomunate dalle esecuzioni capitali che avvenivano in zona.

Al Molo, infatti, si eseguivano le pene capitali e il boia, con la sua scure, senza pietà decapitava le teste dei condannati a morte.

Colpi secchi, quelli assestati alle vittime, con le teste che saltavano per diversi metri, rotolando in via del Molo.

Gli amanti del macabro raccontano come la testa conficcata nel muro sia una vittima, forse anche innocente, uccisa dal boia e rimasta a monito proprio davanti alla casa del suo esecutore.

Altri vedono nella testa proprio la rappresentazione del boia ma è più probabile che quella scultura ricordi le esecuzioni capitali che avvenivano in zona a opera del boia che, incappucciato, eseguita le pene capitali.

Qualunque sia la storia, quella testolina da centinaia di anni si trova a vegliare su piazza Cavour, guardando il centro storico e la collina di Castello su cui Genova ha mosso i primi passi.

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