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La barca storica Beatrice diventa ambasciatrice di Imperia capitale italiana delle vele d’epoca

Beatrice, barca a vela da 15 metri del Cantiere Sangermani nel 1963, torna a solcare i mari. Restaurata con l’aiuto degli studenti dell’Istituto Nautico imperiese, è stata donata al Comune di Imperia da Diana Bracco

vLa barca a vela Beatrice donata a Imperia

La barca a vela Beatrice

Beatrice, imbarcazione in legno di valore storico, è stata donata al Comune di Imperia. La cerimonia ufficiale è avvenuta al Museo Navale della città ligure, alla presenza delle autorità cittadine e di Diana Bracco, presidente del Gruppo Bracco, gruppo farmaceutico diventato leader globale nel settore dell’imaging diagnostico, e ultima proprietaria della barca. Beatrice, lunga 15,56 metri e larga 3,78 metri, è stata varata nel 1963 dal Cantiere Sangermani di Lavagna, tra le più importanti e famose realtà internazionali della cantieristica specializzata nella costruzione di scafi in legno, che ne ha firmato anche il progetto.

Realizzata in fasciame di mogano su ossatura in iroko e con la coperta in teak, ha l’armo velico a yawl Marconi con due alberi in Silver Spruce, la maestra e la mezzana. In occasione della cerimonia è stato anche presentato il volume “Beatrice. L’importante è andare per mare”, scritto da Fabio Pozzo e arricchito dalle immagini di Carlo Borlenghi. Al suo interno anche le copie dei disegni originali, la storia ultracinquantennale della barca e le testimonianze di chi l’ha vissuta e riportata a nuova vita.

Claudio Scajola, sindaco di Imperia, ha ringraziato la presidente Diana Bracco per questo dono così importante, segno di un legame sincero che la lega al territorio. “Accolgo con grande piacere e sincera emozione – ha detto il primo cittadino – questa iniziativa legata al mare e alla nautica d’epoca, due elementi che hanno da sempre un posto particolare nei cuori degli imperiesi. Sono lieto che la banchina portuale della nostra città possa accogliere questo splendido legno, rinato con il lavoro attento dei giovani e talentuosi studenti del Nautico di Imperia“.

Il sindaco ha poi ricordato la 22ª edizione di “Le Vele d’Epoca di Imperia”, il più storico dei raduni italiani di vele d’epoca, nato nel 1986. Dopo l’introduzione nel 1992 della cadenza biennale, dal 2019 l’evento è tornato ad essere un appuntamento annuale, nonostante nel 2020 sia stato annullato a causa dell’emergenza Covid.

UNA STORIA LUNGA QUASI 60 ANNI

In quasi 60 anni di vita Beatrice ha avuto 4 proprietari. Primi committenti e armatori sono stati gli industriali veneti Antonietta Tiozzo e Giovanni Stefani, marito e moglie, che vararono questo Prima Classe RORC il 14 agosto 1963 con il nome di Huna.

Nel 1981 la barca venne poi venduta a Mario Rondolino, imprenditore piemontese del settore informatico e alla cognata Jacqueline Ferey, che la rinominarono Beatrice. Nel 1999, dopo la morte di Mario avvenuta l’anno prima, lo yawl passò in successione al fratello Giorgio Rondolino e pochi mesi dopo venne ceduta all’industriale Roberto De Silva, consorte di Diana Bracco.

Beatrice visse così una nuova lunga vita e da Marina degli Aregai, il porticciolo di Santo Stefano al Mare dove faceva base, partì per veleggiate e competizioni come “Le Vele d’Epoca di Imperia”, a cui partecipò nel 2000 e nel 2002, per poi presenziare anche ad una delle tappe del Prada Challenge for Classic Yachts, prima che dal 2005 il circuito assumesse la denominazione Panerai Classic Yachts Challenge. Al timone di Beatrice Dani De Grassi, valente ed esperto velista triestino cresciuto tra i venti di bora dell’Alto Adriatico.

Nel 2010 Beatrice tornò sugli scali di Sangermani per un importante restauro, ma dal 2012, alla scomparsa di Roberto De Silva, la barca rimase inutilizzata. Nel 2016 Giancarlo Gaudino, comandante di Beatrice, suggerì così a Diana Bracco di donarla alla città di Imperia e venne contattato il professore Luca Bonjean, docente del “Nautico”, che sposò e promosse l’iniziativa.

Beatrice lasciò quindi Lavagna e presso l’Imperia Yacht Service iniziò un’operazione di refitting che coinvolse i ragazzi dell’Istituto Nautico, i loro familiari e l’intera città, diventando anche una questione di cuore. Volontari di ogni titolo e d’ogni esperienza, giovani, meno giovani, papà, mamme e perfino nonne, hanno contribuito alla rinascita di Beatrice, che ora è pronta a riprendere il mare.

Quando mi chiesero cosa fare della barca, di cui mio marito Roberto apprezzava le linee e il modo in cui teneva il mare – ha raccontato Diana Bracco – accolsi con entusiasmo la proposta di donare il Beatrice al Comune di Imperia perché l’Istituto Nautico potesse utilizzarlo come nave-scuola per le esercitazioni pratiche dei ragazzi, dopo averlo restaurato. Mi piaceva l’idea di dare al Beatrice questa seconda vita all’insegna della didattica e dei bei progetti di scuola-lavoro, a cui credo molto“.

Foto: Carlo Borlenghi

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