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Italia-Inghilterra, le pagelle degli azzurri: il capolavoro di Mancini, Donnarumma-Bonucci da 9 e Chiellini è ancora un muro invalicabile

I rigori parati da Donnarumma, il fortino di Chiellini e Bonucci, l’attenzione di Emerson a sinistra, le sgommate di Chiesa. Così l’Italia diventa campione d’Europa, ancora una volta ai rigori come in semifinale. Maestri a casa loro, dentro il tempio di Wembley pieno come un uovo di bianco e rosso. Ecco le pagelle degli azzurri scesi in campo nella finale contro l’Inghilterra.

DONNARUMMA 9 – Gelato da Shaw in avvio, non deve mai metterci davvero i guanti per 120 minuti. Poi arrivano i rigori, Southgate mette i suoi migliori per vincerla e Gigio fa il guastafeste. Para su Sancho, si ripete su Saka. Monumentale.

DI LORENZO 6,5 – Il gol è colpa sua, ma la bravura sta proprio nel rimettersi subito in carreggiata. Nonostante dalle sue parti i clienti difficili non manchino. Mai più una sbandata. Anzi è attento di fronte alle frecce inglesi. Con una finale accorta chiude un Europeo super da outsider.

BONUCCI 9 – La rete del pareggio, certo. Il rigore, ovviamente. Ma oltre a quello ce n’è a bizzeffe. Kane cancellato nell’ultima ora di partita, la carica a tutto il reparto, la tranquillità nella gestione di ogni pallone e anche l’innesco per l’attacco. Leader totale.

CHIELLINI 8,5 – Ha 37 anni, ma bisogna saperlo per accorgersene. Picchia quando deve, risolve con la classe quando può. Mura tutto in ogni modo. Era e resta il miglior marcatore al mondo in uno contro uno. E lo ha dimostrato di fronte a tutta l’Inghilterra che acclama Kane, cancellato dalla finale. Muro.

EMERSON 7,5 – Compito difficile tre volte: difendere su tutti i centometristi inglesi, assistere l’attacco e non far rimpiangere Spinazzola. Fa tutto quello che deve, senza sbavature.

JORGINHO 7 – Non lo vedi, ma fa sempre la partita. Tutte le trame azzurre passano da lui, detta il ritmo e non si risparmia neanche in fase di interdittiva, anche con cattiveria. Giocatore totale, anche se questa volta trema dal dischetto. Non sarà una macchina nella corsa al Pallone d’Oro.

VERRATTI 6,5 – Partita difficile nel mezzo, a cercare spazi e a rompere le ripartenze. Lotta e si spreme, senza lampi. Poi lascia il campo sfinito. Prezioso.

BARELLA 6 – Dovrebbe dare profondità, inserirsi nel bunker dell’Inghilterra. Non ci riesce mai e l’Italia ne risente. La sua peggior partita all’Europeo, ma è sempre prezioso nel rompere i piani inglesi di ripartenza.

CHIESA 7,5 – È l’unico a provarci sempre, anche quando gli altri sembrano spaesati nel primo tempo. Nessuno lo segue? Si mette in proprio. Sfiora il gol due volte, crea superiorità numerica, rompe le linee nemiche. Dà tutto e si piega solo per un problema alla caviglia. Il futuro è suo.

INSIGNE 7 – Meglio senza Immobile accanto, quando può muoversi a tutto attacco, da destra a sinistra passando per il centro. Tocca cento palloni e anche se questa volta non arriva mai il guizzo decisivo, ha la capacità di far salire la squadra.

IMMOBILE 5,5 – Dispiace dover punire con un’insufficienza un giocatore azzurro in una finale vinta. Ma la sua partita è impalpabile ed evanescente. E il match gira quando lui esce.

CRISTANTE 6 – Entra per Barella, porta centimetri e randello. Ma anche la spizzata di testa che porta al gol.

BERARDI 6,5 – Con lui l’attacco cambia pelle e ha il merito di aprire la serie di rigori con freddezza. Sempre pronto.

BERNARDESCHI 6,5 – Entra a freddo, neanche il tempo di mettersi in ritmo in una mezz’ora di supplementare senza sussulti che deve già andare sul dischetto. E non tradisce, facendo il bis della semifinale.

LOCATELLI 6 – Buttato nella mischia al 96′, quando Verratti non ce la fa più, si fa trovare pronto e reattivo.

BELOTTI 6 – Chiamato in campo al posto di Chiesa sul finire dei tempi regolamentari, ci mette il fisico e fa respirare l’Italia in diverse occasioni. Sbaglia il rigore, ma è prezioso.

FLORENZI S.V.

MANCINI 10 – Ci credeva solo lui, tre anni fa. E invece eccoci qui, a celebrare un trionfo impronosticabile. Metro dopo metro ha costruito una Nazionale imbattibile, sul campo e nella testa. Ha avuto anche il coraggio di cambiare tutto in finale, inventando un attacco con 3 piccoli e senza un centravanti di ruolo. Chissà cosa avrebbe fatto questa squadra, senza di lui. Ci aggiunge pure le lacrime a fine partita con Gianluca Vialli, che fanno capire quanto ci tenesse. Il 10 è un voto quasi inutilizzabile, ma alzi la mano chi è capace di trovare un difetto, una sfumatura in nero alla sua Nazionale. Artefice del trionfo, senza se e senza ma.

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