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Indipendenza dei giudici, il nodo chiave per avvicinare Kiev all’Ue

Ottenere lo status di Paese candidato all’adesione Ue entro giugno. È questo l’obiettivo fissato dal governo di Kiev, dopo che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in visita a Kiev – plico alla mano – ha consegnato il questionario sull’adesione all’Ue nelle mani del presidente Zelensky. «Abbiamo già svolto molto lavoro preparatorio, quindi siamo pronti a muoverci velocemente», ha spiegato Olga Stefanishyna, vice primo ministro ucraino per l’integrazione europea ed euro-atlantica, sottolineando che il processo «fa parte della nostra ripresa e vittoria sull’aggressore russo che vuole invertire il cammino democratico dell’Ucraina».

L’iter di adesione all’Ue

Il questionario fa parte della procedura di elaborazione del parere della Commissione Ue sulla domanda di adesione di un Paese extra-Ue, in questo caso l’Ucraina. L’iter si è messo in moto lo scorso 7 marzo, quando gli ambasciatori dei 27 Stati membri riuniti nel Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio (Coreper) avevano concordato di invitare la Commissione Europea a presentare il proprio parere. La domanda formale di Kiev era stata inoltrata a Bruxelles il 28 febbraio, a soli quattro giorni dall’inizio dell’invasione russa del Paese, con la richiesta di una “procedura speciale accelerata”.

Una volta che arriverà il parere positivo della Commissione (questionario incluso), l’Ucraina dovrà superare l’esame dei criteri di Copenaghen, ovvero le basilari condizioni democratiche, economiche e politiche (istituzioni stabili, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani, economia di mercato, capacità di mantenere l’impegno). Dopodiché si arriva alla firma dell’Accordo di stabilizzazione e associazione, un accordo bilaterale tra Ue e Paese richiedente, e a questo punto si può presentare la vera e propria domanda di adesione all’Unione: se accettata, viene conferito lo status di Paese candidato. Segue la raccomandazione della Commissione al Consiglio Ue di avviare i negoziati: solo quando viene dato il via libera all’unanimità dai Paesi membri si possono aprire i capitoli di negoziazione (in numero variabile). Alla fine di questo processo si arriva alla firma del Trattato di adesione.

Ma in cosa consiste il questionario? Ecco i punti chiave

Il contenuto del questionario consegnato all’Ucraina è stato adattato allo status di paese in guerra. Si tratta di una trentina di quesiti che vertono sui principi fondamentali dello Stato di diritto, sulle regole di mercato, sulla tutela dell’ambiente e la politica estera. Uno dei punti chiave riguarda il sistema giudiziario e l’indipendenza della magistratura, come strumento per contrastare anche il livello di corruzione in Ucraina.

Le condizioni e i principi a cui tutti i paesi che desiderano diventare membri dell’Unione devono conformarsi sono sanciti dall’articolo 49 del trattato sull’Unione europea, che recita: «Ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all’articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell’Unione. Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali sono informati di tale domanda. Lo Stato richiedente trasmette la sua domanda al Consiglio, che si pronuncia all’unanimità, previa consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono. Si tiene conto dei criteri di ammissibilità convenuti dal Consiglio europeo. Le condizioni per l’ammissione e gli adattamenti dei trattati su cui è fondata l’Unione, da essa determinati, formano l’oggetto di un accordo tra gli Stati membri e lo Stato richiedente. Tale accordo è sottoposto a ratifica da tutti gli Stati contraenti conformemente alle loro rispettive norme costituzionali». Laddove l’articolo 2, recita: «L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».

Criteri di Copenaghen

Per ottenere l’adesione, è necessario soddisfare alcuni criteri, noti come criteri di Copenaghen, che sono stati stabiliti in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e rafforzati in sede del Consiglio europeo di Madrid nel 1995. Tali criteri sono: la presenza di istituzioni stabili a garanzia della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani, del rispetto e della tutela delle minoranze; un’economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione; la capacità di accettare gli obblighi derivanti dall’adesione, tra cui la capacità di attuare efficacemente le regole, le norme e le politiche che costituiscono il corpo del diritto dell’Unione (l’acquis), nonché l’adesione agli obiettivi dell’unione politica, economica e monetaria.

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