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Indian Wells, Sinner cede a un grande Alcaraz: se lo spagnolo stanotte vincerà la finale contro Medvedev tornerà n.1 al mondo

In un tennis giocato in accelerazione costante, la spunta chi il piede dalla tavoletta non lo toglie davvero mai: Carlos Alcaraz, che si prende in due set (7-6 6-3) la semifinale del futuro contro Jannik Sinner e stanotte giocherà la finale del Masters 1000 di Indian Wells contro Daniil Medvedev (non prima di mezzanotte, tv su Sky Sport). Dovesse farcela, da lunedì tornerà numero uno del mondo spingendo giù il contumace (per questioni di vaccino) Novak Djokovic.

Era il quinto incontro fra Carlitos e Jan, due pari i precedenti, a sparigliare il conto stavolta sono stati la maggior qualità al servizio dello spagnolo (72 per cento di prime contro 48), la completezza del suo repertorio, e la straordinaria capacità di vincere giocando senza margini di sicurezza o quasi, azzeccando le scelte giuste nei momenti più caldi della partita. Sinner è più costante, ha meno alti e bassi ma ‘sgasa’ anche meno (15 vincenti contro i 28 di Alcaraz), non ha caso durante il primo set il suo coach aggiunto Darren Cahill gli consigliava di ‘fire up’, di accendersi, per contrastare le fiammate del ragazzo di Murcia. Carlitos infatti è scattato subito avanti – 4-2 – e sembrava pronto a una gara sprint; ma si è poi inceppato per tre game, concedendo con qualche errore di troppo un parziale di 12 punti a 2 a favore di Jannick, che lo ha sorpassato e ha avuto anche un set point nel dodicesimo game.

Sbarcato al tie-break, Alcaraz ha però ripreso a macinare invenzioni. E’ stato fortunato sul 3 pari quando un suo passante è saltato sul net danneggiando Sinner, ma Jan ha pagato anche un tentennamento nel punto successivo: due punti, una vita. «Parlati, devi ripeterti che ti piace giocare», sussurrava ad Alcaraz il suo coach Juan Carlos Ferrero, il Nino meraviglia gli ha dato retta. Superato il momento di crisi e di negatività, Carlitos a inizio secondo set ha liberato la mente e soprattutto il braccio, piazzando subito il break decisivo (3-0) e salendo di giri fino a un regime insostenibile per Jannik. Che pure non si è mai arreso e ha continuato a contendergli scambi di qualità eccelsa giocati a velocità quasi insostenibile.

A 19 anni e 318 giorni Alcaraz ha così già raggiunto tre finali Masters 1000, e una vittoria a Indian Wells lo renderebbe il più giovane a mettersi in tasca entrambi i titoli della ‘Sunshine Double’, la Doppietta del Sole, visto che a Miami ha già trionfato l’anno scorso. Dopo la lunga pausa per infortunio dello scorso anno e le Finali di Coppa Davis giocate a mezzo servizio, quest’anno è rientrato vincendo a Buenos Aires e perdendo la finale a Rio de Janeiro, opposto in entrambi i casi a Cameron Norrie. Il suo avversario di oggi, Daniil Medevev, ha fatto ancora meglio: è in serie positiva da 19 match e alla quarta finale negli ultimi quattro tornei che ha giocato. Le altre tre – Rotterdam, Doha e Dubai – le ha vinte tutte, stavolta in semifinale gli sono serviti però 8 matchpoint per avere ragione di Frances Tiafoe (7-5 7-6). In settimana si era quasi slogato la caviglia contro Zverev e tagliato un dito contro Davidovich Fokina. Ha ripetuto fino alla noia che campi e palle non gli piacciono ma ieri ha ammesso, con un filo di autoironia, che «sto giocando sempre meglio, e da quando mi sono storto la caviglia ho iniziato a sentirmi meglio su questi campi…. Non sono le mie condizioni di gioco preferite, ma quando arrivi i finale non ti puoi lamentare».

Concludendo: Sinner ha giocato un grande torneo, a giocarsi il titolo saranno però i due uomini indubbiamente più in forma del momento, con Medvedev che si è assicurato la risalita al quinto posto del ranking mondiale. «Per essere il migliore devi battere i migliori», ha sintetizzato Alcaraz. «E Daniil adesso è il migliore. Sarà un match complicato, ma sono pronto».

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