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Incontro con Papa Francesco, le emozioni degli adolescenti spezzini

La cattedrale di Cristo Re

Sono le 7 del mattino di lunedì 18 aprile quando i tre pullman della diocesi partono dalla Spezia, da Piazza Europa. Un gran numero di ragazzi di diverse parrocchie ed associazioni del territorio, con i loro rispettivi accompagnatori, sono pronti ad incontrare Papa Francesco in Piazza San Pietro, dopo ben due anni di “stop” ma carichi di aspettative. Dopo un lungo viaggio e un’estenuante coda per entrare in Vaticano, i ragazzi si sono riuniti ad altri ottantamila coetanei per rispondere all’appello del Papa. L’entusiasmo e la gioia della piazza e i visi sorridenti dei più piccoli sono rimasti nel cuore di tutti: “Il vederli così entusiasti e incuriositi da questo invito mi ha dato speranza, e come diceva Madre Teresa la gioia è assai contagiosa. E se noi accompagnatori vediamo loro felici, noi lo siamo doppiamente!” racconta Melissa, 21 anni, educatrice diocesana. In effetti i “feedback” arrivati dai ragazzi sono davvero incoraggianti per la Chiesa del futuro.

C’è chi dichiara la propria emozione anche solo per aver assistito all’entrata di Francesco in piazza: “E’ stata una bella esperienza vedere il Papa non in televisione ma nella realtà” (Stefano, 13 anni). Ma sono soprattutto le parole di Francesco ad aver fatto breccia nei cuori: “Mi ha trasmesso una sensazione di fiducia per arrivare ad esprimermi con le persone di cui mi fido” (Alessio, 12 anni); “E’ bello che siano venuti in ottantamila, anche non credenti, per imparare una lezione da una persona che non si incontra tutti i giorni” (Gabriele, 12 anni).

Il Santo Padre si è soffermato particolarmente sulle difficoltà di essere adolescenti nella nostra contemporaneità, suscitando le riflessioni dei ragazzi, che hanno saputo trovare nel suo discorso punti di riferimento ed analogie con il loro vissuto: “Ho imparato ad essere meno egoista e che l’adolescenza ha ‘effetti’ anche sui nostri genitori e parenti” (Samuele, 12 anni); “Credo di aver imparato un’importante lezione di vita: nei brutti momenti non bisogna chiudersi in sé stessi, perché si concluderebbe nel peggiore dei modi la battaglia contro solitudine e tristezza. Bisogna invece aprirsi agli altri ed aiutarsi a vicenda” (Vladimir, 13 anni).

Da un’esperienza come questa tornano rinnovati anche gli adulti della combriccola: “Accompagnare i ragazzi è stato un dono anche per me, sono tornata a Spezia con una carica rinnovata data dall’esperienza. Seguire Gesù è gioia vera!” racconta suor Laura. È risuonato quindi quel ‘seguimi’ che ha fatto da slogan alla giornata e che compare nella pagina di Vangelo di Giovanni alla base della riflessione dell’incontro: un seguimi che ricorda a tutti noi, giovani e non, che Gesù non ci lascia mai soli nel momento in cui le nostre reti non prendono pesci, e che ci esorta invece ad accogliere la Bellezza per la quale siamo stati creati ed a condividerla con chi ancora non riesce a vederla. Nelle nostre parrocchie quindi siamo ora chiamati a far tesoro di una simile ricchezza, e a fare in modo che i nostri ragazzi coltivino quella curiosità e quelle intuizioni che il Papa ha saputo descrivere nelle parole che ha rivolto loro: “Voi avete il fiuto e questo non perdetelo, per favore! Voi avete il fiuto della realtà. Questa è una cosa grande, il fiuto che aveva Giovanni, il più giovane degli apostoli. Voi avete il fiuto di trovare il Signore, il fiuto della Verità”.

Concludiamo con il commento ‘a caldo’ di don Luca Palei che, quale responsabile diocesano della Pastorale giovanile, ha ‘guidato’ la spedizione a Roma. “Il clima di famiglia che si è respirato durante il viaggio – ci ha detto don Luca – ha rappresentato per me una bellissima sensazione, sin dalle prime luci della giornata. E quando poi senti Papa Francesco che ti dice di tuffarti nella vita, con il fiuto di Giovanni e con il coraggio di Pietro, allora davvero decidi di non perder tempo e di investire tutto su questo mondo nuovo di fraternità e condivisione”. E ancora: “Se è vero che a volte fa più rumore un albero che cade, ieri però abbiamo toccato con mano una foresta che cresce, e che cresce nel vero bene che ti cambia la vita”.

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