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Il treno a idrogeno arriva in Germania (e poi toccherà all'Italia)

Il primo treno totalmente a idrogeno per passeggeri è realtà in Germania. A sei anni dalla sua comparsa e dopo i test avviati nel 2018, il Coradia iLint è ora in servizio sulla tratta Cuxhaven-Bremerhaven-Bremervörde-Buxtehude, nella Bassa Sassonia, con 14 treni regionali che sostituiranno gradualmente i 15 modelli diesel finora utilizzati. La novità realizzata dalla società francese Alstom consentirà di assicurare un servizio efficace per i passeggeri e alleggerire il peso sull’ambiente, poiché 1 kg di idrogeno equivale a 4,5 litri di gasolio.

“Abbiamo 126 treni a motore diesel, che utilizziamo su diverse linee della Bassa Sassonia e non ne acquisteremo altri, perché siamo convinti che in futuro non saranno più sostenibili economicamente“, ha detto Carmen Schwable, portavoce dell’autorità di trasporto pubblico locale LNVG.

— Alstom (@Alstom) August 24, 2022

Poco rumoroso e con un’autonomia di circa mille chilometri, il Coradia iLint può viaggiare per tutta la giornata con un singolo pieno del serbatoio di idrogeno. E per il rifornimento servono 15 minuti. Con una velocità massima di 140 km/h e un’andatura media inclusa tra 80 e 120 km/h, è il primo treno alimentato da una cella a combustibile a idrogeno, che produce energia elettrica per la trazione. Il risultato è l’assenza di emissioni, poiché a fuoriuscire sono soltanto vapore e acqua condensata, con un risparmio che i tecnici di Alstom hanno calcolato in più di 4.000 tonnellate annue di anidride carbonica.

Ideato tra i centri di ricerca francesi e assemblaggio tedeschi del gruppo transalpino, il progetto da 93 milioni di euro per i primi treni a idrogeno ha ricevuto il supporto del governo tedesco che ha contribuito con 12,7 milioni di euro, distribuiti tra la costruzione dei veicoli e della stazione di rifornimento. Quest’ultima è l’impianto Linde che sorge a Bremervörde e ospita 64 serbatoi ad alta pressione da 500 bar con una capacità totale di 1.800 chilogrammi, sei compressori di idrogeno e due pompe di carburante.

Al momento l’idrogeno utilizzato proviene dall’industria chimica, e perciò la sua produzione non è a impatto zero, ma l’obiettivo di Alstom è cambiare registro dal 2024, alimentando i convogli con idrogeno ecosostenibile, ricavato tramite elettrolisi.

Il treno è pensato per linee non o solo parzialmente elettrificate, che in Italia corrispondono a più della metà dei 16.779 km della rete ferroviaria. Per questo arriverà anche da noi, come avevamo anticipato qui. Alstom sta costruendo 6 treni regionali Coradia Stream (cambia il nome, non il concetto) per le Ferrovie Nord Milano, che dovrebbero entrare in azione a fine 2023 sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo con Ferrovie Nord, con un contratto da 160 milioni di euro e l’opzione per la produzione di altri otto convogli.

Con altri contratti già perfezionati per consegnare 27 treni all’amministrazione di Francoforte e 12 veicoli a celle a combustibile a idrogeno che saranno utilizzati in quattro regioni francesi, Alstom è in prima linea ma non l’unica a puntare sull’idrogeno come alternativa efficace per la mobilità sostenibile. Russia e Cina hanno avviato sperimentazioni sui tram, mentre Siemens ha realizzato nei mesi scorsi un suo prototipo di treno da commercializzare entro il 2024.

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