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Il mare di Taranto restituisce mollusco semi-estinto: la Pinna Nobilis torna in Italia

Roma, 12 lug – Ogni anno negli oceani si scoprono centinaia di nuove specie del regno animale e, i misteri faunistici da essi contenuti, c’è da giurarci, sono ancora moltissimi. Ma nel nostro mare? In questi giorni il Mar Piccolo di Taranto ha riportato a galla un rarissimo esemplare di Pinna Nobilis. È il mollusco bivalve dalle dimensioni più grandi che il nostro mare ha incontrato.

La scoperta nel Mar Piccolo di Taranto

La scoperta sensazionale si deve ai volontari dell’associazione “Mare per Sempre” e agli ufficiali della Capitaneria di Porto. La Pinna Nobilis è una specie rarissima e affascinante, ma con uno stato di conservazione tra i più delicati in assoluto. La Pinna Nobilis è infatti a forte rischio di estinzione.

L’estinzione

L’esistenza del mollusco ha iniziato il suo declino proprio nel Mediterraneo, ma lungo le coste spagnole. Negli ultimi anni il tasso di mortalità della Pinna Nobilis è passato da un allarmante 80% ad un devastante 100%. 
Nel mare di Taranto, ormai diversi anni fa, gli esemplari di Pinna Nobilis prosperavano. Essi sono principalmente conosciuti con i nomi di “sture” o “nacchere”. Proprio quest’ultimo soprannome è dovuto alla forma della sua conchiglia, appunto, a forma di nacchera. La sua lunghezza può arrivare fino a un metro.Le infezioni causate da alcuni batteri, però, hanno aggravato progressivamente la situazione minacciando drasticamente la sua stessa esistenza.

La speranza a due bracciate dall’Ilva

il mare nostrum, proprio tra le acque che alcuni descrivono come tra le più inquinate del pianeta, oggi regala una nuova speranza per gli amanti del mondo marino. Esemplari condannati a morte dall’uomo, ora li riscopriamo vivi e vegeti a “due bracciate” dall’Ilva di Taranto. All’ombra dell’acciaieria tarantina, reputata da grillini e gretini pericolo numero uno per l’inquinamento terrestre, rinasce e prolifica anzi la vita. Investiti dall’eccitazione della scoperta, gli esperti sperano adesso nel crescente ripopolamento del mollusco mediante progetti appositamente studiati.Conoscendo bene i fattori che hanno trascinato la Pinna Nobilis all’estinzione, adesso, grazie a questa straordinaria scoperta, il suo grande ritorno nei nostri mari è più che reale.

La lotta per la sopravvivenza continua

Tuttavia, di questi tempi malati in cui i mari veicolano la spazzatura dell’uomo, un nuovo pericoloso inquinante dell’oceano è stato recentemente scoperto. Come altri molluschi, la Pinna Nobilis ritrovata in Puglia purtroppo non ne è esente. L’essere assorbe infatti agenti patogeni ed elementi inquinanti. Per ancorarsi ai fondali marini, la Pinna Nobilis produce alcuni filamenti. Questi sono un materiale pregiato usato anche per il bisso marino. Tale tessuto è una fibra che in antichità è stata molto usata per la realizzazione di vesti sfarzose. Stando alle fonti, tra i personaggi storici più famosi che ne usufruirono pare ci fosse anche la regina d’Egitto, Cleopatra.

Andrea Bonazza

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