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Il Genoa c’è, manca solo il gol: a Verona arriva la prima sconfitta dell’era Blessin, l’Hellas passa 1-0

Resta sempre il nuovo Genoa targato Blessin visto nelle precedenti uscite. Eppure, pur mantenendo i medesimi fattori, da Verona il Grifone torna indietro un risultato ancora sconosciuto dall’avvento del tecnico tedesco, ossia quella sconfitta che mancava da ben otto partite.

L’aggressività non manca, così come l’idea verticale e la solidità difensiva da cui sono scaturiti sole due reti subiti, diventate quest’oggi tre, sotto la guida tecnica tedesca. Purtroppo resta anche l’altra costante meno apprezzata: la sterilità in attacco.

E così, nonostante i cambi parsi a più riprese azzeccati, come l’ingresso di Piccoli per Destro, al Bentegodi è l’Hellas a fare propria l’intera posta in palio al termine di 90′ dove la superiorità degli scaligeri, avanti in classifica di venti punti alla vigilia del match rispetto ai genovesi, non è parsa così netta nel complesso.

A marcare la differenza è stata la rete quasi a freddo al 5′ dell’ex “Cholito” Simeone servito ottimamente da un’altra vecchia conoscenza dalle parti di Marassi, Daniel Bessa, che in spaccata beffa Vasquez, schierato nell’ormai insolita posizione di centrale al fianco di Maksimovic, e Sirigu in uscita.

Una doccia fredda la partenza forte dei gialloblu per il Grifone che fatica a prendere le misure al match e rischia al 22′ di capitolare nuovamente, salvato però dal palo e dalla precedente grande deviazione di Sirigu sul tiro a giro di Caprari, sempre ispirato e con un’altra ghiotta chance qualche minuto dopo.

Una conclusione potente di Portanova, parata da Montipò, suona la carica per un Genoa che senza il lavoro sporco di Yeboah là davanti fatica a mantenersi costantemente nella metà campo avversaria e a respingere il pressing avversario.

Così nella ripresa Blessin prova a cambiare le carte in tavola mandando in campo prima l’italo ghanese e Galdames, poi Amiri, Piccoli ed Ekuban. Eppure, pur cambiando i protagonisti a beneficiarne è il gioco, non il punteggio: provvidenziale l’ex decisamente poco rimpianto Lazovic sull’attaccante scuola Atalanta che ha l’occasione più nitida della ripresa per trovare un pareggio che però non arriva nonostante il crescendo di intensità e un Verona pericoloso solamente con una conclusione di Hongla in tutta la ripresa.

Il quartultimo posto occupato dal Cagliari resta così a tre lunghezze ma i rossoblu hanno dimostrato di essere ancora vivi, contro un avversario ora assestatosi al nono posto. E tra nemmeno sette giorni l’opportunità di capire come reagirà la squadra alla prima sconfitta di questo nuovo corso tecnico.

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