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Pietro Senaldi

Venghino signori venghino, i vaccini sono in scadenza. Non perché siano quasi finiti, visto che ne abbiamo comprati trecento milioni e iniettati meno della metà (138 milioni), ma nel senso che a breve non saranno più efficaci, e a detta dei medici, non dei no vax del porto di Trieste. Il 16/17%, più o meno 53 milioni, lo abbiamo già regalato all’Africa, un’operazione rivenduta come gesto di grande generosità, anche se quelle fiale rappresentano una goccia nel deserto immunitario del Continente Nero, ma che in realtà è stata un salvataggio in extremis, poiché erano tutte dosi che sarebbero state inutilizzabili di lì a poco. Adesso entro un mese dobbiamo smaltire oltre tre milioni e mezzo di farmaci immunizzanti, altrimenti saremmo costretti a buttarli. Casca quindi a fagiolo, manco fosse fatto apposta, il via libera dato dal governo due giorni fa perla quarta dose, non quella consigliata ai fragili o agli anziani fin da primavera ma quella caldeggiata dal ministero a chiunque abbia più di sessant’anni. D’altronde, a botte di ventimila inoculazioni quotidiane, sarebbero serviti anni per iniettare tutte le fiale in scadenza; meglio quindi allargare la platea delle…