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Il Calice e la Stella – Canepina

Il Calice e la Stella
Piazza Garibaldi, 9 – 01030 Canepina – Viterbo
Tel. 328/9024761
Sito Internet: www.selvacimina.it

Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: antipasti 9/10€, primi 9,50/12,50€, secondi 11/16€, dolci 5€
Giorno di chiusura: dal Lunedì al Mercoledì

OFFERTA

Per una gita fuori porta la zona dei Monti Cimini è una gradevole e risanante meta ricca di piccoli borghi medievali tra cui vi è Canepina, piccolo paese che vale la pena di raggiungere anche per una sosta al ristorante di Felice Arletti. Sarà sempre lui in persona che vi accoglierà con la sua simpatica energia e la voglia di raccontarvi ogni dettaglio della sua cucina ispirata al territorio e alle tradizioni del suo paese. Il menù ruota intorno alla canapa, coltivazione qui tradizionale fino ai primi decenni del secolo scorso e che ha dato il nome al paese stesso, e al suo utilizzo in cucina in particolare come farina derivata dai semi. È con questa farina che realizza anche il cosiddetto fieno di Canepina, chiamato anche maccarone, un’esile pasta all’uovo prodotta secondo un’antica ricetta tramandata da generazioni fin dal 1600, che qui viene utilizzata dall’antipasto al dolce. Territorio che viene ulteriormente rappresentato in un menù ricco di ottime materie prime provenienti dall’azienda di famiglia e da altri piccoli produttori della Tuscia. Dopo un gradevole benvenuto con un cartoccio di fieno fritto e con alcuni gustosi grissini fatti in casa aromatizzati con pomodoro ed erbe, abbiamo iniziato subito bene con il BioUovo, un uovo fritto in una croccante panatura, ancora liquido all’interno, servito su una delicata crema al tartufo estivo e accompagnato da una saporita chips di guanciale. Tra i primi inevitabile gustare il fieno, nel nostro caso condito con un avvolgente e aromatico ragù bianco di manzo; più creativo invece il raviolo al mojito, un piatto ispirato al famoso cocktail, con la farcia di patata e limone e saltati con il rum e la menta, un piatto gustoso anche se migliorabile nell’equilibrio aromatico. Passando ai secondi, saporito il coniglio di collina viterbese alla cacciatora con olive cultivar Leccino e pesto di alici e salvia, bilanciato nel sapore e dalle carni sode perfettamente cotte e scioglievoli, accompagnato da crostini realizzati con i fegatini del coniglio stesso. Chiusura in dolcezza con il millefoglie realizzato con il fieno e farcito con una crema pasticcera al basilico (poco dolce) e con l’ottimo semifreddo alla nocciola con crema spalmabile della stessa al 70% a cui abbiamo fatto seguire un caffè ben estratto e persistente.

AMBIENTE

Inserito in un antico palazzo in pieno centro storico si dipana su due piani in varie salette intime e piacevoli.

SERVIZIO

Il titolare, sempre presente in sala, vi consiglierà e racconterà ogni piatto con aneddoto annesso. Tempi e modalità corretti.
Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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