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Il battaglione Azov si arrende? Evacuati 264 soldati, Zelensky: “i nostri eroi ci servono vivi”

battaglione azov ucraina Foto di Andrzej Lange / Ansa

Il battaglione Azov sembra pronto alla resa: evacuati 264 soldati feriti. Zelensky appoggia la scelta: “i nostri eroi ci servono vivi”

La guerra in Ucraina potrebbe essere arrivata a un punto di svolta. Dopo 82 giorni di strenua difesa delle acciaierie di Mariupol, i soldati del battaglione Azov sarebbero pronti ad arrendersi. L’eventuale bandiera bianca della forza filo-nazista dell’esercito ucraino rappresenterebbe un’altra delle condizioni di vittoria espresse da Mosca, favorire la denazificazione dell’Ucraina.

I difensori di Mariupol hanno eseguito un ordine, respingendo il nemico per 82 giorni, nonostante tutte le difficoltà – ha dichiarato su Telegram il comandante del reggimento Azov Denis Prokopenko – Per salvare vite umane, l’intera guarnigione di Mariupol sta attuando la decisione approvata dal Comando supremo e spera nel sostegno del popolo ucraino”. Le autorità ucraine hanno confermato che 264 soldati sono stati evacuati dall’acciaieria Azovstal nelle scorse ore: 53 feriti gravi sono stati condotti in ospedale in territorio russo, gli altri 211 sono stati riconsegnati a Kiev nell’ambito di un’operazione di scambio di prigionieri di guerra.

Ancora in bilico il destino delle altre centinaia di combattenti del battaglione Azov rimasti all’interno dell’acciaieria. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe favorevole a una resa che consentisse di salvare la vita dei suoi uomini, avendo dichiarato: “i nostri eroi ci servono vivi“. Dopo 3 mesi di assedio, la Russia potrebbe mettere a segno un’importante vittoria militare.


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