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I professori no-green pass in biblioteca? Una proposta dadaista

La sottosegretaria al ministero dell’Istruzione Barbara Floridia interviene con due proposte. Una intelligente e una dadaista. Il commento del preside Eusebio Ciccotti

Apprezzo molto l’intervento della sottosegretaria Barbara Floridia (Corriere della Sera, intervista di Alessandra Arachi) la quale dice, a chiare lettere, che multare i dirigenti scolastici per non aver controllato i docenti e il personale privo di green pass appare misura esagerata. Invece appare corretto, dal punto di vista amministrativo, sanzionare il dirigente per “omesso controllo” (ma anche questo ci appare una incombenza da non caricare sulle larghe spalle dei dirigenti). È una attività di controllo che spetterebbe ad altri organi dello Stato che possono “entrare” nella privacy.

Appare stravagante, se non quasi dadaista, la proposta di spostare i docenti che non hanno il green pass “in biblioteca, nei laboratori o nelle segreterie per programmazione e progettualità didattiche”.

Da queste frasi si evince che la sottosegretaria Floridia, per quanto competente, non ha una idea pragmatica (direbbe Roman Jakobson) della diversa comunicazione e della docenza, nonché del diverso lavoro negli uffici, nella scuola degli ultimi venti mesi, ossia nel periodo del Covid-19.

Le biblioteche da anni, e soprattutto dal tempo della pandemia, sono usate come classi. Per, appunto, carenze di spazi. Risultano pochissimi gli istituti che possono permettersi una biblioteca vuota tutto il giorno.

Nei laboratori vanno i ragazzi per lavorarci, appunto per la cosiddetta “ora di laboratorio”.

Nelle segreterie, per le norme vigenti, non si possono aggiungere altre postazioni (scrivanie) per ospitare gli eventuali docenti accanto agli impiegati (Ata).

Poi. E se il docente è negato per produrre “progettazione didattica”? Abile e arruolato, comunque, di corsa? E per chi dovrebbe progettare? Per tutti gli altri docenti, tra i quali vi sono quelli veramente specializzati in progettazione, bloccati, però, in classe perché hanno il green pass? La proposta è d’avanguardia, non lo si può negare. Ma con poche probabilità di realizzazione, sia per l’organico (se ho 30 docenti “no green pass”, dove li sistemo?) che per la sicurezza.

Forse, si potrebbe pensare di ospitare tali docenti e personale nel giardino o nel cortile (per chi ce li ha), all’interno di una o più tendostruttura… Anche noi abbiamo delle idee.

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