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I giuristi della Johns Hopkins University contro la libertà di opinione: perseguire per crimini di guerra chi fa propaganda per Putin

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È l’argine che mai avremmo potuto immaginare sarebbe stato superato: i giuristi della Johns Hopkins University stanno studiano come incriminare per “crimini di guerra” chi fa propaganda per Vladimir Putin o, comunque, chi esprime opinioni diverse dalla narrazione prevalente.

Un attacco senza precedenti alla libertà di stampa, di espressione e di opinione fino a ieri  tutelata, in teoria, in tutte le democrazie.

“E’ una delle possibilità di cui i giuristi specializzati in crimini di guerra iniziano a discutere seriamente per la prima volta proprio ora, per la prima volta giuristi seri sono aperti a discuterne”, rivela Peter Pomerantsev, studioso di propaganda e disinformazione russa alla Johns Hopkins University, in un seminario organizzato online dalle ambasciate di Ucraina e Stati Uniti.

Pomerantsev non nasconde la difficoltà di incriminare personalità come Vladimir Solovyov.

“Si tratterebbe di dimostrare un legame molto complesso fra media e militari, non a livello strategico ma a livello operativo“.

I propagandisti russi giustificano la guerra, ma non è sufficiente, per andare oltre bisogna dimostrare “un livello molto più intimo di coesistenza“.

Fino a ora si pensava che fosse impossibile“, sottolinea l’analista della Johns Hopkins University nato a Kiev, autore di “Nothing is True and Everything is Possible” e di “This is Not Propaganda“, citando i soli casi in cui questo è avvenuto, quello “molto specifico” del Ruanda (con le condanne di giornalisti di Radio Mille colline per il loro ruolo nell’istigare il genocidio, ndr), gli esponenti nazisti Julius Streicher, assolto a Norimberga, e Hans Fritzsche, che fu invece condannato.

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