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Giro d’Italia in Liguria, “Il passaggio sul ponte San Giorgio sarà un omaggio al nuovo viadotto e un ricordo della tragedia”

Il Giro d’Italia torna in Liguria con una doppia tappa, la prima il 19 maggio con l’arrivo a Genova da Parma, la seconda, il giorno dopo con partenza da Sanremo verso Cuneo. La presentazione ufficiale delle tappe che attraverseranno la regione è avvenuta questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

“Sarà uno spettacolo eccezionale, – ha commentato il sindaco Marco Bucci – è una manifestazione di sport, ovviamente, ma non solo, è anche affetto dei tifosi e della gente che vede le biciclette. È un messaggio importante per chi fa sport perché è una manifestazione sportiva importante e il fatto che venga a Genova è grande visibilità per la nostra città. È anche un messaggio a tutti che le biciclette funzionano, c’è anche questo particolare importante, abbiamo partecipato all’organizzazione, siamo molto contenti, investiamo nel Giro e facciamo in modo che ci sia un grandissimo ritorno per la nostra città”.

Sul discusso passaggio sul ponte San Giorgio Bucci smorza le polemiche: “Non c’entra nulla con il rispetto, anzi il passaggio sul ponte è una manifestazione che dà la visibilità del ponte come opera fatta per la città di Genova, è un omaggio al ponte nuovo, poi ci sono tanti tipi di omaggi che organizzeremo con le famiglie in occasione della fine della tappa. Sono due cose diverse che vanno tenute separate. Giustamente Egle Possetti in rappresentanza delle famiglie delle vittime mi ha fatto notare che le cose vanno tenute separate, un conto è la costruzione del ponte e un conto è l’omaggio delle vittime, sono due cose diverse”.

Anche il presidente della Regione Giovanni Toti evita le polemiche sul passaggio del Giro sul ponte: “Il ponte credo che sia, come ha spiegato ottimamente l’organizzazione del Giro, un omaggio a quanto accaduto. Ci fu per il Giro d’Italia una partenza da Rigopiano, un omaggio alle vittime del Vajont, è qualcosa che sta nella tradizione del Giro d’Italia toccare per un momento di ricordo a chi non c’è più eventi noti per le tragedie. Far vedere all’Italia intera un bellissimo viadotto costruito in un tempo straordinariamente breve credo che sia anche un ulteriore momento di orgoglio per il paese che è bene sottolineare. Il crollo è stato il punto più basso che abbiamo toccato, con tutto il dolore che ha portato con sé, ma è stato anche uno dei punti più alti della ripresa e del ritrovato orgoglio. Sarà un momento da sottolineare con grande favore, poi se qualcuno cerca visibilità e fa polemica credo sia sulla strada sbagliata. Spettacolizzare questo momento da parte di chi aveva promesso addirittura di ritirare le concessioni delle Autostrade mentre siamo ancora invasi dai cantieri francamente lo trovo grottesco. Capisco i familiari delle vittime, ma capisco molto meno le forze politiche che di promesse hanno lastricato la loro via verso la discesa”.

Il direttore del Giro Mauro Vegni ha dichiarato: “Noi del Giro prendiamo sempre in considerazione le vicende italiane, l’abbiamo fatto in passato. Non voglio entrare in polemica con chi ha avuto dei lutti, porto loro rispetto, però non credo che stiamo facendo niente di male”.

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