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Fuori «La mia felicità»: Rovazzi e Ramazzotti puntano al tormentone estivo. Nella clip anche Lillo e Jerry Scotti – Il video

Negli ultimi due anni Fabio Rovazzi non aveva più calcato le scene. «Avevo bisogno di conoscermi e ripartire con piacere», aveva detto il cantante milanese. Che ora torna in un duetto d’eccezione con un artista di fama internazionale come Eros Ramazzotti per lanciare La mia felicità, il brano che di fatto si propone come candidato al tormentone estivo dopo il lancio del lavoro di Jovanotti e Gianni Morandi (L’allegria), o quello di Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti (Mille). Il videoclip ufficiale del lavoro, che li vede insieme per la prima volta, è stato presentato al cinema Odeon, a due passi dal Duomo di Milano, e ripercorre il periodo a Pisa vissuto dal giovane artista e youtuber.


Il filmato, narrato dal doppiatore Luca Ward, somiglia a un vero e proprio kolossal, realizzato nelle grotte di Pastena e tra Milano e Roma. Nella clip cinematografica Rovazzi interpreta un agente speciale che deve portare a termine una missione per «ritrovare l’armonia e la felicità» dopo il rapimento di una creatura che vige sull’equilibrio dell’universo. Tra i “cattivi” che affronta c’è anche Lillo, che nella sua comparsata cita l’immancabile tormentone dopo essere stato steso da Rovazzi: «So io, so Lillo». Nella storia raccontata nella clip compare anche Jerry Scotti nei panni di un capo 007 che “ripesca” l’agente Rovazzi da un tempio buddhista.


«Sono molto contento di tornare con questa canzone», ha detto Rovazzi durante la presentazione del video. «È stata una sfida creativa perché mi piace raccontare quello che viviamo: e ciò che stiamo vivendo in questo periodo non è facile». Un ritorno supportato dalla figura di Eros Ramazzotti, che non canta ma assume il ruolo di “tipo da spiaggia”. «Con Eros avevano già collaborato in Faccio quello che voglio. D’estate ci sono due tipi di persone: chi è iperattivo come me e chi è più rilassato. Ecco quest’ultimo è Eros. Quando gli ho proposto il progetto», conclude Rovazzi, «ha accettato subito pur essendo difficile da spiegare. A livello musicale è decontestualizzato dalla figura a cui siamo abituati a vederlo di solito».

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