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Ex Ilva, Toti dopo l’incontro di Roma: “Grazie alla sentenza sull’altoforno sarà ridotta la cassa integrazione a Genova (video)

La recente sentenza del consiglio di Stato sull’altoforno dell’ex Ilva ridurrà i numeri della cassa integrazione richiesta da Arcelor Mittal. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Giovanni Toti a margine dell’incontro dedicato all’open night alla Fiera di Genova.

Toti in giornata era stato a Roma a un incontro dedicato all’acciaieria.

Su Ilva – ha dichiarato – si è tenuto un tavolo importante alla presenza di tutti i ministri competenti, Giorgetti, Orlando e Carfagna, l’amministratore delegato di Invitalia, di ‘Acciaierie italiane’, le regioni interessate maggiormente, Liguria, Puglia e Piemonte, quindi direi un tavolo importante anche perché non si era riunito da molto tempo.

La dottoressa Morselli ha spiegato che dopo la sentenza del Consiglio di Stato che consente all’altoforno di restare aperto i numeri della cassa integrazione non saranno quelli richiesti, ma l’azienda è disponibile a tornare sui numeri della cassa chiesta soprattutto a Genova per, immagino precauzione, rispetto alla chiusura dell’altoforno che non avverrà. Quindi dovrebbe esserci un alleggerimento, mi auguro importante e una nuova trattativa sindacale su numeri ben più contenuti di cassa integrazione, per intenderci qualcosa di simile alla cassa integrazione covid che è scaduta nel mese di giugno

”.

Dopodichè – continua Toti – nel giro di tre settimane il governo si è impegnato, il 21 ci sarà l’assemblea di Ilva che vedrà entrare il nuovo socio pubblico, a sedersi intorno a un tavolo e verificare se il piano industriale fino adesso seguito dalle parti è attuabile, i tempi di attuazione. Il percorso è l’obiettivo è quello di costruire a Taranto una grande acciaieria ‘green’ grazie ai fondi pubblici che verranno inseriti, e quindi consentire a Genova di continuare a lavorare un acciaio prodotto in modo compatibile con l’Europa. Questo è un piano che si dipanerà di qua ai prossimi due, tre, quattro anni. Ci auguriamo che sia così, oggi quantomeno abbiamo un tavolo attorno a cui discutere”.

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