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Elon Musk sospende l’accordo da miliardi di dollari per acquisire Twitter

Elon Musk ha sospeso temporaneamente l’accordo per l’acquisizione di Twitter, fissato sulla base di 44 miliardi di dollari. A bloccare l’intesa è la necessità di verificare il numero esatto di profili falsi sul social media, uno dei più noti insieme a Facebook per la diffusione di disinformazione. L’annuncio è arrivato tramite un tweet in cui Musk ha riportato un breve report sul tema di Reuters.

Twitter deal temporarily on hold pending details supporting calculation that spam/fake accounts do indeed represent less than 5% of usershttps://t.co/Y2t0QMuuyn

— Elon Musk (@elonmusk) May 13, 2022

Più volte il patron di Tesla ha detto che la guerra ai bot è una delle sue priorità per rivitalizzare la piattaforma di microblogging, ma l’annuncio odierno resta comunque sorprendente, anche se inevitabile nell’ottica di Musk. Le stime di Twitter parlano di una percentuale di account fasulli inferiore al 5% su 226 milioni di utenti attivi ogni giorno (le fonti interne parlano di poco meno di 400 milioni di profili, allargando il raggio a chi è twitta poco o nulla), che sono quelli su cui costruire il futuro del social e da cui trarre i ricavi necessari per alleggerire la dipendenza dalla pubblicità, che oggi vale circa il 90% degli introiti della società.

Al di là del prevedibile ribasso del titolo a Wall Street (Twitter ha toccato il -20% nel pre-market, mentre Tesla ha guadagnato il 5%, perché chi punta sulle auto elettriche continua a sperare che il fondatore non si leghi a Twitter proprio per dedicarsi maggiormente all’azienda automobilistica), la mossa di Musk potrebbe, anzi dovrebbe, esser concepita in virtù dei sospetti riguardo la diffusione di utenti fake su Twitter. Probabile che abbia visto cifre diverse da quelle riportate ufficialmente.

L’obiettivo sarebbe, quindi, rivedere gli accordi e ridurre il prezzo per concludere l’affare. La picchiata in Borsa delle big tech ha bruciato tanti soldi e abbassato il valore delle compagnie, quindi in sostanza Musk non vuole pagare un prezzo più alto del valore di Twitter. A maggior ragione in un momento in cui pure la stessa Tesla sta perdendo quota. Un concetto elementare che non può sfuggire a chi ha fatto fortuna anche grazie alle manovre sui titoli azionari (la fortuna di Musk dipende in buona parte dalle azioni Tesla, grazie alle quasi 170 milioni di azioni del titolo che controlla), richiamando per altro più volte l’attenzione della Securities and Exchange Commission, l’ente che vigila sulla borsa valori.

#Twitter #WallStreet #Musk L’impegno c’è anzi è sospeso. Ma Elon fa sul serio? In attesa di dettagli sugli account falsi di Twitter (meno del 5%?) su un totale di 229 milioni di utenti, il titolo in borsa si prepara ad un altro ‘hard landing’ che allarga la forbice. Altro che SEC https://t.co/nP1XaNb4MF pic.twitter.com/UeaLNQZQjc

— Marina Valerio (@marina_valerio) May 13, 2022

Il rischio che l’affare possa saltare è stato sgombrato dallo stesso Musk, che in un successivo tweet ha detto di essere “ancora impegnato per l’acquisizione“. Nonostante i dubbi degli investitori, del resto, la soluzione sembra pressoché scontata, anche guardando al nuovo corso di Twitter, caratterizzato dal licenziamento di alcuni dirigenti di peso, come temuto dagli stessi dipendenti.

Interrupting my paternity leave to share some final @twitter-related news: I’m leaving the company after over 7 years.

— Kayvon Beykpour (@kayvz) May 12, 2022

A far le valigie sono stati Kayvon Beykpour (nel tweet qui sopra annuncia la sua partenza, specificando nel thread che è stato cacciato) e Bruce Falck, capo del prodotto il primo e direttore generale per i ricavi e la parte commerciale il secondo. Il motivo è presto detto? “Portare il team in una direzione diversa”. Ciò che ha ripetuto tante volte Musk nei giorni successivi all’accordo di acquisizione, tra richieste di novità, funzionalità a pagamento e necessità di riportare in auge le celebrità e politici estromessi come Donald Trump.

La volontà di Musk è tagliare col passato e quindi rinnovare in primo luogo i vertici dell’azienda, probabilmente sfoltendo le fila anche per alleggerire le uscite. Per questo, al momento, sono state bloccare le assunzioni in tutti gli altri reparti. “Stiamo riducendo i costi non legati al lavoro per assicurarci di essere responsabili ed efficienti“, ha spiegato un portavoce di Twitter.

Stando a quanto preannunciato da Musk, c’è tuttavia un piano di nuove assunzioni, con circa 3.600 unità programmate entro il prossimo triennio funzionali alla ristrutturazione societaria. Uno dei step più attesi e importanti è la nomina del nuovo amministratore delegato, con Musk che vorrebbe Jack Dorsey e il fondatore di Twitter che invece non ha nessuna voglia di tornare nel posto da cui si è dimesso appena 6 mesi fa.

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