elezioni-in-francia:-primo-macron-davanti-a-le-pen.-terzo-melenchon,-ma-le-proiezioni-lo-danno-ancora-in-corsa-per-il-ballottaggio

Elezioni in Francia: primo Macron davanti a Le Pen. Terzo Mélenchon, ma le proiezioni lo danno ancora in corsa per il ballottaggio

Emmanuel Macron in testa e davanti a Marine Le Pen. Ma Jean-Luc Mélenchon appena dietro e, secondo le ultime proiezioni, ancora in corsa per il ballottaggio. Mentre è in corso lo scrutinio del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, c’è grande attesa per i risultati delle grandi città che potrebbero anche ribaltare il risultato e far passare la sinistra radicale. Una ipotesi che secondo Ipsos è da scartare, ma che invece non escludono dal quartier generale de l’Unione populaire.

Le proiezioni (Ipsos-Sopra Steria) delle 22.30, dicono che il presidente uscente ottiene il 27,6% delle preferenze ed è avanti quasi cinque punti rispetto alla candidata del Rassemblement National (23%) che, nonostante la rimonta delle ultime settimane, si ferma al secondo posto. Terzo, con un risultato che va oltre ogni previsione, Jean-Luc Mélenchon (22,2%): il leader della sinistra radicale per un pelo non riuscirebbe a strappare il biglietto per andare al secondo turno, di sicuro riesce a capitalizzare “il voto utile” e a conquistare i giovani (è il più votato tra i 18-35 anni), ma paga duramente l’atomizzazione della sinistra. Le ultime proiezioni delle 22.30 lo danno in crescita e molto vicino al ballottaggio: sarebbe l’attesa degli scrutini nelle grandi città che potrebbe ancora giocare a suo favore. Nel suo primo discorso ai sostenitori Mélenchon ha annunciato: “Ora non bisogna dare un solo voto a Marine Le Pen“.

Sul fronte opposto, il candidato di estrema destra Éric Zemmour, sempre stando alle proiezioni, si ferma al 7,2% e invita a sostenere proprio Le Pen. Deludente il risultato della candidata dei Repubblicani Valérie Pécresse che si ferma al quinto posto (4,8%) e dichiara il suo sostegno al presidente uscente (e abbandona i colleghi a destra). Sosterranno Macron anche il candidato dei Verdi Yannick Jadot che non ha fatto più del 4,7% e la socialista Anne Hidalgo, che è crollata sotto il 2 per cento (1,7%). Sta con il leader di En Marche anche il candidato del Partito comunista francese Fabien Roussel che ha preso il 2,7%. A loro Macron promette di formare “un grande movimento politico di unità e azione” e, parlando davanti ai suoi, ha ribadito che fra 15 giorni si gioca “il futuro della Francia e quello dell’Europa”. Decisivi saranno anche tutti gli elettori che hanno disertato le urne: l’astensione, come da previsioni, ha infatti toccato il 26,5% ed è quattro punti più alta della scorsa tornata (il record negativo è del 2002 con il 28,4%). Secondo gli ultimi sondaggi, svelati da le Parisien, Macron al secondo turno sarebbe vincente con il 54% contro il 46 di Marine Le Pen. Ma i 15 giorni di campagna elettorale sono appena iniziati.

L’estrema destra al ballottaggio, Le Pen ora chiede i voti di Zemmour – Per la seconda volta Marine Le Pen si prepara a sfidare Emmanuel Macron al ballottaggio. Per la leader del Rassemblement national è sicuramente un successo (al primo turno di cinque anni fa prese il 21,3% con 7 milioni e 600mila voti), anche se il risultato è ridimensionato rispetto alle aspettative. Da quindici giorni infatti era data in grande crescita, tanto da far temere al presidente uscente di perdere la prima posizione. Alla fine il grande soprasso non le è riuscito e ora dovrà lavorare per raccogliere consensi se vuole sperare nella vittoria. “Tutti quelli che oggi non hanno votato per Emmanuel Macron sono chiamati a unirsi al nostro raggruppamento“, ha detto nel suo discorso. Le Pen guarda innanzitutto ai sostenitori dell’unico candidato più a destra di lei, Eric Zemmour, che ha però ottenuto solo un 7 per cento e non ha molto da offrire: “Ho molti disaccordi con Marine Le Pen”, ha detto, “ma davanti a lei c’è un uomo che ha fatto entrare milioni di immigrati e che farà di peggio se sarà rieletto. Invito quindi a votare per Le Pen”. A destra chi ha invece già mollato Le Pen, è la candidata dei Republicains Valérie Pécresse: “Al ballottaggio “voterò in coscienza per Emmanuel Macron”, ha dichiarando, affermando che “il progetto di Marine Le Pen condurrebbe il Paese alla discordia, al fallimento, la sua vicinanza a Vladimir Putin la discredita“. Pécresse non è mai riuscita a trovare spazio nel centrodestra, perché di fatto già occupato da En Marche e il suo risultato è al di sotto di ogni aspettativa.

Macron ottiene il primo posto. Ma ora ha bisogno dei voti di Mélenchon – Dopo una giornata che anche il suo staff ha descritto di “grande tensione”, il presidente uscente tira un sospiro di sollievo: è davanti a Marine Le Pen e da quel vantaggio (al primo turno di 5 anni fa prese il 24% con 8 milioni e 600mila voti) può ripartire. Ma non è sufficiente per dormire sonni tranquilli. Soprattutto perché il bacino di elettori a cui deve guardare ora è quello della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon e che nella maggior parte dei casi lo considera il presidente “dei ricchi”. Macron sa che ora inizia la parte difficile della campagna e, davanti ai suoi sostenitori, ha esordito ribadendo che l’elezione decide anche gli equilibri europei nel bel mezzo della guerra tra Ucraina e Russia: “Nulla è acquisito, il dibattito che avremo nei prossimi quindici giorni è decisivo per la Francia e per l’Europa”, ha detto. Quindi si è rivolto agli altri candidati a sinistra, dicendo di essere pronto a unirli in un nuovo progetto: “Ringrazio Anne Hidalgo, Yannick Jadot, Valérie Pécresse e Fabien Roussel, che questa sera mi hanno sostenuto. Contatterò tutti coloro che vogliono lavorare per la Francia e sono pronto a inventare qualcosa di nuovo per riunire diverse sensibilità e costruire con loro un grande movimento politico di unità e di azione“. Quindi, ha detto: “Invito solennemente i nostri concittadini, quale che sia stata la loro scelta al primo turno, ad unirsi a noi”. E poi rivolgendosi in particolare a Mélenchon, ha aggiunto: “Alcuni lo faranno per fare muro contro l’estrema destra. Sono pienamente cosciente del fatto che questo non è un sostegno al mio progetto, ed è una cosa che rispetto. So che questa è la scelta fatta, per esempio, da Jean-Luc Mélenchon“.

Poco prima infatti, il leader della sinistra radicale aveva chiarito che nessuno dei suoi voti deve andare a Marine Le Pen. Ma non ha mai citato il presidente uscente e ha chiesto genericamente ai suoi di votare “secondo coscienza”. Basterà per convincere i suoi elettori? E’ molto complesso e sicuramente il fronte repubblicano, quello che si è creato le altre due volte che l’estrema destra è andata al secondo turno (2002 e 2017), è sempre più difficile da formare. Senza contare che Macron può contare su un debole aiuto da parte dei Socialisti: Hidalgo, sindaca di Parigi e candidata del partito, non è riuscita ad andare oltre neppure il 2 per cento. Segnali di una crisi pesantissima dentro i partiti tradizionali. Non soddisfa i Verdi neanche il risultato del candidato Yannick Jadot: l’exploit di Municipali ed Europee aveva fatto sperare in qualcosa di meglio di un 4 per cento, ma la debolezza del candidato scelto per la corsa delle presidenziali non ha permesso di sognare in grande.

L’articolo Elezioni in Francia: primo Macron davanti a Le Pen. Terzo Mélenchon, ma le proiezioni lo danno ancora in corsa per il ballottaggio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.