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Djokovic e Panatta contro l’esclusione dei tennisti russi da Wimbledon: “Assurda, una cosa da pazzi”

Il numero uno del mondo di tennis maschile Novak Djokovic ha definito “da pazzi” la decisione di escludere gli atleti russi e bielorussi da Wimbledon 2022 quest’estate. “Condannerò sempre la guerra, non sosterrò mai la guerra essendo io stesso figlio della guerra – ha detto Djokovic – essendo cresciuto durante le guerre civili che hanno seguito il crollo della Jugoslavia. I tennisti, gli atleti non c’entrano niente con la guerra. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è buono”.

Tra gli esclusi ci sono il russo Daniil Medvedev, numero due del mondo, e la bielorussa numero quattro del mondo, Aryna Sabalenka.

La decisione di escludere i tennisti russi da Wimbledon

L’All England Club ha ufficializzato la decisione senza precedenti a poco più di due mesi dall’inizio della 145ma edizione del torneo più antico del mondo. Gli organizzatori  hanno spiegato “con profondo rammarico” di essere ricorsi a questo passo per “limitare l’influenza della Russia” in questo periodo tragico.

Si tratta di una scelta presa in accordo con Downing Street e che estende al tempio dello sport nel sud-ovest di Londra la dura reazione del governo Johnson che ha già investito gli oligarchi e le loro prorietà. “In questo modo Putin non potrà usare il più iconico dei torni dello Slam per cercare di legittimate gli orrori che sta infliggendo al popolo ucraino“, ha affermato il ministro dello Sport britannico, Nigel Huddleston.

Per Mosca si tratta di una “decisione inaccettabile” che rende “gli atleti russi ostaggio dei pregiudizi politici, introgji e azioni ostili”: “Dato che he la Russia è forte nel tennis e i nostri atleti sono ai vertici delle classifiche mondiali, è una perdita per il torneo”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Non solo Djokovic, anche Panatta è critico

Tra i critici anche una gloria del tennis italiano come Adriano Panatta: “Quando si parla di squadre nazionali l’esclusione è giusta, ma per sanzionare un Paese non si dovrebbero colpire individualmente gli atleti”, ha dichiarato all’AGI, “l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e’ un’azione gravissima ma le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli. Il buon senso mi dice che bisognerebbe preservare i singoli, soprattutto se hanno preso le distanze dalla guerra e che è invece giusto colpire le squadre che partecipano alla Davis e alla Billie Jean King cup (Russia e Bielorussia sono state già sostituite ndr)”, ha sottolineato Panatta, “ma davanti a una guerra incomprensibile come questa ci sono ragioni che forse vanno al di là dell’etica dello sport”.

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