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Discoteche chiuse, ma a Genova in uno stabilimento si balla

La festa nello stabilimento balneare

Gli operatori della notte: O tutti o nessuno!

Sui social sta girando un video nel quale si vede una festa in un locale, sembra uno stabilimento balneare di corso Italia, dove la gente, probabilmente dopo cena, sta ballando.

Niente da dire in una situazione normale, ma lo scorso 25 giugno il Cts, il Comitato Tecnico Scientifico aveva dettato regole precise: discoteche chiuse e niente balli. Oggi, però, dal Governo, a distanza di 23 giorni non si è ancora saputo nulla.

La reazione al video di tanti operatori del settore è stata: “O tutti o nessuno!!!

In un post su Facebook si legge “Ecco quanto abitualmente accade in una pizzeria, con stabilimento balneare e spazio danze a Genova (mi dicono corso Italia) alla faccia di esercenti rispettosi delle norme.

Un intero comparto alla fame da oltre un anno perché non si può ballare, c’è il covid!!!! Avete capito bene, c’è rischio di ammalarsi. Esercenti che non possono procurarsi incassi e reddito per mantenere personale, affitti, bollette e con operatori del settore alla fame.”

Tantissimi i commenti al video e al post in questione.

Ma la domanda, oltre al fatto di richiedere la riapertura immediata dei locali da ballo, è comune: “Perché loro si (sono aperti e si balla) ed altri no? Perché le forze dell’ordine non si sono accorte di questo?”

Il video in questione

Proprio a partire da questa sera i gestori di discoteche e locali da ballo (Silb-Fipe-Confcommercio, Assointrattenimento-Confindustria e Fiepet-Confesercenti-Settore Intrattenimento, Aiss-Sicurezza Sussidiaria, Sisl, A.DJ.) danno il via alle proteste ed annunciano che da sabato 17 luglio riapriranno, in piena sicurezza, i live-club, lounge-bar e ristoranti così come previsto dall’Art. 5 del D.L. 52 del 22 aprile 2021.

“Vogliamo un incontro urgente con Draghi – chiedono gli operatori. Serve una data certa per riaprire”.

Le stesse associazioni di categoria spiegano: “Il 25 giugno il Comitato Tecnico Scientifico ha dettato la linea per riaprire le discoteche e locali da ballo. Sono passati 20 giorni e ancora tutto tace.

Nel frattempo in ogni città d’Italia milioni di ragazzi ballano e festeggiano nelle piazze e in luoghi abusivi, senza controlli, né protocolli di sicurezza sanitaria.

Le discoteche e i locali da ballo, contrariamente, possono essere dei presidi di sicurezza garantendo l’accesso con il green pass. Abbiamo bisogno di una data certa per ripartire con la nostra attività e ne abbiamo bisogno subito”. L.B.

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