Tutto pronto per il lancio del satellite italiano ArgoMoon. Il cubesat, realizzato per l’Asi da Argotec, sarà installato a bordo della prima missione Artemis della Nasa. Obiettivo: riprendere le operazioni dello Space launch system (Sls), il lanciatore americano che porterà per la prima volta la capsula Orion (senza equipaggio) intorno alla Luna

Sono iniziate le prove generali per ArgoMoon, il piccolo satellite di fabbricazione italiana che prenderà parte alla missione Artemis 1 della Nasa. Il cubesat è stato realizzato per l’Agenzia spaziale italiana da Argotec. Accompagnerà il volo inaugurale del vettore americano Space launch system (Sls) che porterà in orbita cislunare Orion, la capsula progettata per portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna. Il satellite italiano avrà il compito di riprendere le operazioni dello Sls, che al momento del rilascio dei cubesat non potrà inviare segnali a Terra.

La missione

ArgoMoon sarà il primo oggetto italiano a volare verso la Luna. La sua avventura è iniziata lo scorso maggio, quando è stato spedito negli Stati Uniti, presso il sito di integrazione della Nasa, per prepararsi al lancio. Ora si trova sulla rampa di lancio 39B al Kennedy space center della Nasa in Florida, pronto a partire alla volta del nostro satellite. Insieme a lui viaggeranno altri nove cubesat, sette americani e due giapponesi. L’apparecchio è un piccolo satellite miniaturizzato, misurando appena 20x30x10 centimetri e pesando solo 14 chili. Grazie alla miniaturizzazione delle componenti, tuttavia, è in grado di eseguire le stesse operazioni di satelliti più grandi.

ArgoMoon

ArgoMoon è stato ideato e realizzato su commissione dell’Asi dalla società Argotec di Torino. Il cubesat utilizzerà un software per la navigazione autonoma e per le manovre orbitali di rientro, completando così le operazioni di puntamento. Sarà un’occasione, inoltre, per validare sia le tecnologie da utilizzare sui nanosatelliti sia la resistenza delle componenti alle radiazioni presenti nello spazio.

Programma Artemis

Il programma Artemis della Nasa vuole riportare l’esplorazione spaziale umana oltre l’atmosfera della Terra, in direzione della Luna. La missione, che prende il nome dalla dea greca Artemide, sorella gemella di Apollo, fa affidamento al vettore Sls che trasporterà Orion, la capsula composta da un modulo di comando e uno di servizio.

Il modulo Orion

Il modulo di servizio di Orion è stato realizzato dall’Agenzia spaziale europea (Esa), con un’importante partecipazione dell’industria italiana. Thales Alenia Space ne ha curato infatti la struttura e i sottosistemi critici del modulo, in cui è ricompresa la protezione dai micrometeoriti e debris spaziali e il controllo termico. Queste sono tutte parti fondamentali per garantire le condizioni vitali e di sicurezza per gli equipaggi che parteciperanno alle future missioni del programma Artemis.

I prossimi passi

Ad ora sono previste, e pianificate tre missioni Artemis che porteranno Orion intorno alla Luna. Prossimo passo della missione sarà la costruzione della stazione cislunare Lunar Gateway, che permetterà finalmente di raggiungere il traguardo finale: tornare sulla Luna per restarci.