Il due per cento del Pil  sarà investito nella Difesa, ma tra i partiti non tutti vogliono inviare materiale bellico a Kyiv. In arrivo nuove risorse e sistemazioni per gli ucraini che arrivano in Italia. Un milione di euro sarà destinato all’Università, per garantire studenti e professori

Spese militari, armi, accoglienza ed energia: in attesa delle decisioni che oggi pomeriggio prenderanno il Cdm e Mario Draghi, il Parlamento prosegue, tra emendamenti e ordini del giorno, nell’analisi del Decreto che dovrà rispondere alla crisi ucraina, seguendo queste quattro principali direttrici. Le misure saranno votate oggi alla Camera e arriveranno in Senato la prossima settimana.

Spese militari e armi

Il primo passo, definito da molti come una vera e propria svolta, è arrivato ieri quando in Commissione difesa è passato un’ordine del giorno che chiede all’esecutivo di aumentare le spese militari fino al 2 per cento del Pil, confermando le intenzioni e le parole pronunciate dal premier a inizio marzo. Un primo passaggio che ha trovato larga convergenza tra le forze politiche ma che ha segnato anche le discussioni interne ai partiti. Che si fanno più intense, più calde, quando c’è da discutere dell’invio di armi. Come accade nel Movimento…