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Corteo contro la funivia di Begato: “Il Lagaccio non è Cortina” (Foto e video)

“Il Lagaccio non è Cortina”: questo uno degli slogan che il corteo organizzato dal comitato “Con i piedi per terra” ha organizzato per questo pomeriggio. Appuntamento alle ore 18 in via Fanti d’Italia, all’altezza della fermata della metropolitana, per dire ancora una volta no al progetto di funivia che andrebbe a collegare la Stazione Marittima a Forte Begato, passando proprio sopra al quartiere del Lagaccio, pensata per turisti provenienti dalle navi da crociera.

Il percorso del corteo ha seguito proprio il tragitto che la funivia andrebbe a percorrere, in mezzo alle case del quartiere.

Il progetto rientra nel piano del Pnrr di riqualificazione dei Forti, 69 milioni in tutto destinati al ripristino dell’area, per cui invece ne resterebbero soltanto 30, visto il costo preventivato dell’opera di 40 milioni. La denuncia dei residenti arriva forte e chiara: il Lagaccio avrebbe bisogno di altri interventi più urgenti e necessari per la cittadinanza. 

 “Casa Gavoglio è spesso citata, ed è un progetto che è già stato finanziato da fondi europei – commenta una delle rappresentati del comitato, Antea Guzzi – Tra qualche mese i lavori finiranno e verrà consegnata alla città. Si tratta di un progetto fatto alla giunta precedente. Via del Lagaccio, è un progetto che rientra nel parco urbano, ma non in questo che prende i fondi del Pnrr. L’ex rimessa dell’AMT Saet è abbandonata da decenni e neanche questa rientra nel finanziamento. Insomma, con i fondi destinati a quest’area si riesce a coprire solo il costo della funivia. Ci chiediamo poi cosa andranno a vedere i turisti, considerando che il forte più vicino a Begato è Forte Sperone, e neanche questo è inserito nel progetto di riqualificazione”.

“A loro interessa la Funivia – afferma un altro dei manifestanti – Il progetto non è più per la cinta muraria e i forti genovesi, ma per la funivia e i croceristi. Qui si tratta di destinazione di fondi. 

Per i turisti ci sono le funicolari, ci sono i bus navetta, altri sistemi: non spenderei 40 milioni per poi scoprire che lassù non ci va nessuno.  E i forti sono non solo per la cittadinanza, ma per tutti”. 

Una partecipazione sentita, apolitica nonostante la presenza di vari candidati alle prossime elezioni, che ha raggiunto il punto dove dovrebbe sorgere uno dei piloni “alto più della lanterna”. La portavoce del movimento ha affisso una targa in legno che richiama il testo della Colonna Infame di piazza Sarzano: un monito contro “l’avidità degli speculatori”.

Il corteo si è fermato a Casa Gavoglio, già con un nuovo appuntamento. Il 17 giugno a Palazzo Tursi.

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