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Come un locale a Milano è stato bullizzato per divertimento dai follower impazziti di un twitcher

Nuovo giorno, nuovo twitcher bannato.

Questa volta non si tratta però dell’allontanamento di uno streamer per le sue presunte battute razziste, ma del grave danno che ha subito un locale milanese, famoso per la presenza di gatti da poter coccolare, dopo essere stato inondato da recensioni negative sulla propria pagina Google e su Tripadvisor dai follower arrabbiati del twitcher.

Lo scorso 16 giugno lo streamer italiano IlGabbrone è entrato nel Crazy Cat Cafè di Milano mentre stava facendo una cosiddetta IRL: è l’acronimo di “In Real Life”, cioè dirette streaming su Twitch trasmesse di solito mentre si è fuori casa, si visita un luogo o mentre si passeggia. IlGabbrone è stato cacciato dopo 20 minuti.

Il twitcher gira l’Italia facendo questo tipo di live, armato di smartphone e una cassa Bluetooth, dal quale gli spettatori in diretta possono fare donazioni e far partire qualsiasi tipo di messaggio, letto ad alta voce da un sintetizzatore vocale.

Tra questi ci sono bestemmie, simulazioni di orgasmi, urla. In questo modo si genera un continuo scambio tra il twitcher e la sua community di giovanissimi, che tende a inviare messaggi per disturbare le persone e mettere in imbarazzo lo streamer. Il risultato è quasi sempre lo steso: IlGabbrone viene cacciato dal locale.

Per capire il personaggio, basta cercare i video delle live prese da Twitch e caricate su YouTube dai cosiddetti “freebooter”: si trovano video intitolati ad esempio “IlGabbrone migliori aggressioni”, “IlGabbrone viene aggredito fisicamente da un signore in un bar”, “IlGabbrone viene umiliato e cacciato dal ristorante di Cracco”.

Al Crazy Cat Cafè si è quindi tenuto questo format: lo steamer che parla in live alla sua community, tra l’altro in piedi e senza mascherina. I primi clienti, infastiditi, gli dicono di non disturbare. La community decide in diretta di tempestare di telefonate il locale e il twitcher viene cacciato. Situazione già vissuta diverse volta da IlGabbrone, che ha continuato a guadagnarci, almeno fino al ban recente.

Stavolta infatti i fan dello streamer l’hanno fatta grossa. Il Crazy Cat Cafè è stato inondato di recensioni negative sul web, vittima di una “shitstorm”, con gli utenti che hanno deciso in massa di bullizzare a loro modo il locale di amanti dei gatti.

Le community tossiche e la bestemmia facile

Una delle frasi più celebri pronunciate dagli steamer su Twitch è “mi dissocio”: la colpa in questo modo ricade sempre sugli altri, su ciò che fa la community. È ciò che hanno fatto spesso IlGabbrone e moltissimi altri streamer sulla piattaforma, ben consci di creare situazioni che portano quasi sicuramente a scontri o problemi di varia natura.

Sono comportamenti infantili che possono avere gravi conseguenze per attività già funestate dalla pandemia, a cui le piattaforme, in questo caso Twitch, dovrebbero rispondere in maniera sicuramente più chiara e tempestiva. È diventato facilissimo per le piccole e grandi personalità del web spingere (anche indirettamente) i propri seguaci a compiere azioni in massa. Poi più la community è tossica, peggio sono le conseguenze.

Nonostante ora si parli molto di limitare i contenuti espliciti sulla piattaforma bannando gli streamer, quasi nessuno parla delle continue bestemmie che si sentono in diretta, anche da twitcher molto seguiti. Nel regolamento di Twitch sono vietati infatti i discorsi che inneggiano alla violenza e al razzismo, ma si può ancora tranquillamente bestemmiare in live.

Un ban temporaneo

Dopo l’attacco, il Crazy Cat Cafè ha pubblicato su Instagram la foto di un gatto con un messaggio diventato virale: “Colpire così una piccola realtà messa già in ginocchio (come tanti) dalla pandemia, non può essere considerato goliardico, ma crudele”, si legge.

Le tante recensioni negative sono state poi cancellate e subito dopo molti hanno invece lasciato recensioni positive per il locale. Ora il Crazy Cat Cafè ha una valutazione di 4,4 su Google e di 4 su 5 su Tripadvisor. La situazione si è quindi completamente ribaltata in loro favore.

Rimane però il problema: di chi è la responsabilità di tutto questo? Delle piattaforma, del twitcher o di una community di ragazzini? Intanto IlGabbrone tornerà presto, come ha spiegato mentre se ne stava tranquillo in riva al mare: il ban è solo temporaneo. Nessuno assicura però che al suo ritorno non continui a portare avanti i suoi contenuti provocatori.

In realtà è tutto molto semplice: fino a quando Twitch permetterà agli streamer di monetizzare con contenuti basati sulla provocazione, non si risolverà niente.

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