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Cinema a La Storia in Piazza, venerdì e sabato due giorni di proiezioni a Palazzo Ducale

Dopo più di due anni di stop dovuto alla pandemia, ritornano le attività del Genova Film Festival diretto dal regista Cristiano Palozzi con La Storia in Piazza, la più importante manifestazione dedicata alla Storia in Italia e una delle più importanti a livello europeo.

Nell’edizione di quest’anno proiezioni, incontri con registi, produttori e autori e una cinemaratona no‐stop con uno speciale focus sull’Ucraina. 

Tutti gli eventi e gli ospiti sono presentati al pubblico da Cristiano Palozzi curatore di questa manifestazione creata per appassionati di cinema, cultura, storia, produzioni video e per professionisti della filiera cineaudiovisiva. Tra gli ospiti che presenteranno le loro opere i registi Salvo Cuccia, Sieva Diamantakos, Carlo Bachschmidt, Alberto Antonio Dandolo e Adel Oberto. 

L’evento è a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

Tra i film proiettati “Postcards From Ukraine” diretto da Sieva Diamantakos, regista appena arrivato a Genova da Berlino che presenterà la sua opera con Palozzi e il produttore e cosceneggiatore Alberto Antonio Dandolo.

L’evento è strutturato per un confronto pubblico sul contesto socio culturale del Paese scenario dell’attuale guerra in corso. Il documentario è girato a Kiev, Donetsk, Lugansk, Kharkiv, Mariupol e Crimea.

Il regista, che da anni lavora tra Berlino e l’Ucraina, è un osservatore “privilegiato” degli accadimenti che hanno portato al conflitto in atto (ha appena concluso il suo secondo documentario interamente girato nel Paese).

Il confronto col pubblico aiuterà a comprendere, grazie alle tante testimonianze dirette, molti aspetti delle tragiche vicende in corso nell’ex repubblica sovietica.

Dopo una tournée in Ucraina con la sua band, Sieva si trasferisce a Kiev dove resta coinvolto nella Rivoluzione di Maidan. Affascinato dai giovani che si trovano a cavallo tra i valori tradizionali russi e la nuova cultura occidentale, decide di seguire cinque ucraini provenienti da diverse città e ambienti sociali. I personaggi lo portano in luoghi inaspettati: dai campi separatisti a Lugansk e le proteste di Piazza Maidan a Kiev, alle tenute di oligarchi a Kharkiv e la periferia filorussa di Donetsk.

Il viaggio prosegue sotto la costante influenza della propaganda, dall’inizio della guerra nella parte orientale del paese fino all’anniversario della rivoluzione con il discorso del Presidente Poroshenko.

Documentando frammenti di vite ed eventi storici, Postcards from Ukraine mette in luce le nuove generazioni del paese ‐ i loro valori, i loro sogni, e le tensioni di classe in una crisi scritta dalle elite. Il film (produzione Germania/Italia/Lussemburgo/Ucraina) è coscritto e prodotto da Alberto Antonio Dandolo e montato da Natalia Fentisova. Proiezione cortesemente concessa da Mimesi’S APS.

Altro grande protagonista di Cinema a La Storia in Piazza sarà “Una storia valdese”, che uscirà nei prossimi giorni su Netflix dove sarà presente per 5 anni in 18 lingue. Durante la cinemaratona verrà proiettato inoltre “Il soldato innamorato” eccezionale lavoro che il regista ha realizzato attraverso i diari di suo nonno soldato durante la Prima guerra mondiale, prodotto da Eleonora Cordaro – Abra&Cadabra.

Una storia valdese, regia di Salvo Cuccia (Italia). Film in uscita su Netflix, presentazione in anteprima del progetto con il regista

Gustavo Alabiso, un fotografo che vive a Karlsruhe in Germania, decide dopo molti anni di rintracciare i compagni di scuola di Monte degli Ulivi, recuperandone memorie e testimonianze attraverso un lavoro di immagini e narrazione del Servizio Cristiano Valdese di Riesi in Sicilia. Il viaggio di Gustavo tra Riesi, Genova, Torre Pellice e Prali in Piemonte e poi ancora in Belgio, mette in relazione l’operato dei valdesi e il rapporto tormentato ma produttivo con Riesi nel periodo storico dell’attività mineraria nella zolfara di Trabia Tallarita, in un territorio caratterizzato dal fenomeno mafioso e dall’emigrazione. Affronta questo viaggio avendo vissuto al limite tra mondi profondamente diversi, quello della comunità valdese e la profonda provincia siciliana di quegli anni. Il documentario racconta i suoi incontri con i compagni che vivono in Italia e all’estero, ma anche il contesto storico e ci consegna una pagina significativa sull’opera di Tullio Vinay, pastore valdese, teologo e senatore della Repubblica che, dopo avere fondato la comunità di Agape e Prali in Piemonte, decise negli anni ’60 di fondare il Servizio Cristiano di Riesi progettato dall’architetto Leonardo Ricci.

Il soldato innamorato, regia di Salvo Cuccia (Italia). La proiezione del film è presentata dal regista

Il documentario è basato sulle memorie di guerra che Salvatore Cuccia, nonno del regista, scrisse dal 1968 al 1973, raccogliendole nel suo “Diario della prima guerra mondiale”. Molti momenti emblematici tra i tanti ricordi: vicende drammatiche in cui scampa alla morte, l’incontro col futuro papa Giovanni XXIII, Gabriele D’annunzio e la città di Fiume, la sua educazione sentimentale in Croazia, il ritorno in Sicilia nel 1920 per sposare l’amata Maria. Attraverso repertori cinematografici di famiglia, girati in super 8 e 16mm dalla fine degli anni 40 all’inizio degli anni ’90 e con l’ausilio di filmati della prima guerra mondiale (provenienti dalla Cineteca Italiana di Milano, dalla Cineteca del Friuli e dal Filmarchiv in Austria) Salvo Cuccia ricostruisce il racconto di guerra del nonno, ripercorrendo gli stessi luoghi. È una rivisitazione di monte Croce di Carnia,

italiani, Salvo Cuccia, autore di molti film dove la Storia la fa da protagonista. Da DÉTOUR DE SETA, uno dei più importanti documentaristi vincitore del Genova Film Festival e presentato da Martin Scorsese al Tribeca Film Festival, ai film su Frank Zappa, realizzati con la famiglia del grande musicista, ai tanti film sulla sua terra d’origine, la Sicilia, alle opere sulle minoranze etno‐linguistiche come gli Arbëreshë, senza contare film di fiction come Lo Scambio.

Durante La Storia in Piazza Salvo Cuccia presenterà in anteprima il progetto di del Carso, di monte Fior e dell’Altopiano di Asiago, per ritornare alla fine al paesino natio di Villafrati, in Sicilia, e ai suoi compaesani commilitoni.

Tra gli autori ospiti dell’evento il regista Carlo Bachschmidt che presenterà il progetto COSTA, film di produzione francese le cui riprese sono appena iniziate.

Un giovane erede di una famiglia d’imprenditori genovesi, i Costa, protagonisti di parte della storia economica ligure e italiana, ricostruisce l’albero genealogico della famiglia. È un viaggio nella memoria, ma anche un’incursione nel presente per interrogarsi se ciò che siamo sia frutto delle nostre scelte o l’esito di ciò che altri hanno deciso per noi. Incontreremo Carlo Bachschmidt, autore che ha dedicato la sua filmografia al racconto di momenti importanti e di personaggi della storia sociale italiana, dalle opere sul G8 (Black Block prodotto da Fandango e presentato al Festival di Venezia) e sul movimento No TAV al documentario incentrato sulla famiglia Costa. Durante l’incontro con il regista verranno proiettati spezzoni e immagini dei film in esame.


LA SCUOLA DEL MEDITERRANEO. RITORNO A VILLA PALME, regia di Adel Oberto (Italia) Presentazione del film con il regista Adel Oberto e l’ideatrice e coordinatrice Carla Debarbieri

Il docufilm rievoca liberamente la storia della Scuola del Mediterraneo di Villa Palme a Recco, che ospitò decine di ragazzi ebrei tedeschi in fuga dal nazismo. Era una scuola innovativa senza voti né diplomi, dove lo studio si accompagnava ad attività pratiche come fotografia, teatro, cura dell’orto, insegnamento del nuoto. Alla chiusura della Scuola nell’imminenza delle leggi razziali, il direttore Hans Weil riuscì a far emigrare in Svizzera i suoi studenti, organizzando una falsa gita sugli sci. Nel film le interviste alle nipoti di Weil si alternano a documenti di repertorio e alle scene interpretate da bambini e ragazzi di oggi che rivivono la storia dei loro coetanei di ieri.

Tra le opere presentate anche il cortometraggio U.R.S.S.: CONTRABBANDIERI DI JEANS CONDANNATI A MORTE, regia di Cristiano Palozzi (Italia)

In Unione Sovietica i jeans apparvero pubblicamente nel 1957 al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, a cui parteciparono decine di migliaia di persone. Fu subito amore a prima vista, nel giro di pochi mesi iniziarono le prime vendite di contrabbando da parte di uomini già specializzati in commercio illegale al mercato nero. Nel ‘61 tre ragazzi, Rokotov, Faibishenko e Yakovlev, furono arrestati. Tra le accuse: compravendita di valuta estera e contrabbando di jeans. Ci fu un processo farsa che durò mesi, prima furono condannati a 8 anni di carcere, poi con l’intervento diretto di Chruščëv, allora Segretario Generale del Partito Comunista, si passò a 15 anni e poi alla pena capitale, avvenuta per fucilazione. In loro omaggio a New York è nato un marchio di jeans e abbigliamento che porta il loro nome.

La rassegna proseguirà Sabato 2 aprile alle ore 17 a Palazzo Ducale in Sala Camino (con ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Cristiano Palozzi presenterà la proiezione de LA SCUOLA DEL MEDITERRANEO. RITORNO A VILLA PALME con il regista Adel Oberto, l’ideatrice e coordinatrice Carla Debarbieri, alcuni protagonisti e personalità che hanno avuto una parte fondamentale nella ricostruzione della storia e nella realizzazione del film come gli scienziati Maria Pia Abbracchio e Angelo Reggiani e Ivana Folle (Bogliasco Foundation). Al termine verrà presentato il libro La terra promessa di Clara Farber (ed. Jaca Book) di Constance Weil Rauch, figlia di Hans Weil, con Giuliana Bendelli, docente di Letteratura inglese presso l’Università Cattolica di Milano.

Per ulteriori informazioni sull’evento www.genovafilmfestival.org https://www.facebook.com/groups/genovafilmfestival/ https://www.facebook.com/genovafilmfestival/?ref=br_rs

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