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Caso reparto di Ostetricia e Ginecologia ospedale Trento, Nursing Up: «La qualità del servizio non è mai mancata».

In questi giorni è al centro della cronaca locale e nazionale il reparto di Ost-Ginecologia dell’Ospedale “S. Chiara” di Trento, in seguito alla scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri.

Premesso che non vogliamo entrare nel merito della vicenda, saranno poi le autorità competenti a valutare i profili di responsabilità ai vari livelli, esprimiamo vicinanza e sostegno alla famiglia della dottoressa ma anche al personale ostetrico ed infermieristico, che sta operando in quel reparto in questo particolare momento. Riteniamo però doveroso fare alcune considerazioni di interesse generale e che riguardano in particolare il personale ostetrico ed infermieristico, operante in quel reparto. In questi mesi particolarmente impegnativi per l’emergenza Covid, complice anche l’aumento del carico di lavoro legato alla chiusura dei punti nascita di Cles e Cavalese, il personale ostetrico ed infermieristico, ha sempre e comunque garantito un livello qualitativo di cura elevato, assicurando alle utenti un clima di reparto sereno, ospitale e standard elevati di sicurezza, certificato anche da importanti riconoscimenti.

A nostro avviso, ora è importante che questo clima venga difeso e preservato, visto che anche la cittadinanza ha sempre manifestato grande fiducia nell’operato del reparto. A tal proposito alcuni articoli di giornale diffusi sulla stampa nazionale non rendono certo merito all’impegno profuso dal personale ostetrico, infermieristico e medico, che si è prodigato non solo con professionalità, ma anche con grande sacrificio personale, per continuare a garantire alla popolazione trentina la miglior qualità assistenziale possibile. Il nostro auspicio è che nei momenti di difficoltà i nostri professionisti non siano lasciati soli da chi ricopre importanti ruoli istituzionali e proprio per mandato istituzionale dovrebbe tutelarli ed ascoltarli, cosa prevista da leggi e contratti di lavoro, per questo determinate problematiche dovrebbero essere tempestivamente intercettate e prese in carico da un sistema aziendale volto ad accoglierle e non certo a respingerle.

Quello che purtroppo invece vediamo è un sistema istituzionale proteso e più intento a preoccuparsi del clamore mediatico piuttosto che concentrato sull’analisi e le risoluzioni di determinate problematiche. Per quanto ci riguarda, il nostro sindacato è a disposizione di tutti i professionisti sanitari, la tutela ed il benessere psicofisico del dipendente è al centro delle nostre attenzioni, così come lo sarà la repressione di ogni atteggiamento atto a comprometterlo è quanto si legge a conclusione della nota a firma di Cesare Hoffer, Coordinatore “Nursing Up” Trento.

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