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Calcio. La Sampdoria ritrova Gabbiadini e il gol, alla Lazio non basta Immobile: a “Marassi” i blucerchiati strappano un punto pesantissimo in pieno recupero

Il primo gol in campionato, il secondo risultato utile consecutivo tra le mura del “Ferraris”. Piccoli passetti in avanti, ma la Sampdoria, col il morale sotto i tacchi dopo la debacle dell’Arechi, archivia il turno infrasettimanale con un pareggio in extremis che è oro colato in termini di fiducia e autostima.

Giampaolo opta per un turnover piuttosto massiccio, pur affidandosi sempre al 4-1-4-1, che contro Atalanta e Juventus, almeno in fase difensiva, aveva offerto compattezza e qualche spunto offensivo degno di nota. Quagliarella, Verre, Murillo e Vieira trovano spazio dall’inizio, mentre Sarri lancia Luis Alberto dal primo minuto al posto di Vecino.

I biancocelesti non mettono in luce nulla di eccezionale, ma si limitano a gestire la palla senza alzare eccessivamente i ritmi. Ma è più che sufficiente per sbloccare la gara al 21’, quando la giocata tutta in verticale Marusic-Milinkovic Savic spiana la strada ad Immobile a tu per tu con Audero, che nulla può contro il centravanti biancoceleste, fermato anche dal palo due minuti più tardi dopo il salvataggio in uscita del numero uno blucerchiato su Zaccagni. E’ l’episodio che “sveglia” i blucerchiati, in costante proiezione offensiva tra il 30’ e il 40’, quando il grande intervento di Provedel su Quagliarella e un rigore negato da Aureliano e dal VAR sul contatto tra il capitano doriano e Marusic negano il possibile 1-1.

Giampaolo le prova tutte al rientro dagli spogliatoi, rispolvera il “suo” 4-3-1-2 con Sabiri dietro Caputo e Quagliarella (sostituito poi da Gabbiadini), e affida la regia a Villar, riuscendo a dare maggiore impulso alla squadra. Provedel è ancora una volta strepitoso a deviare con la punta delle dita la rasoiata di Rincon destinata all’angolino, ma la Samp non demorde e dà la sensazione di poter colpire da un momento all’altro, complice una gestione della Lazio tutt’altro che lucida.

Ci pensa allora Gabbiadini ad infiammare Marassi, bravo a raccogliere il suggerimento in verticale di Rincon e a bucare l’incolpevole Provedel da pochi passi. Un’iniezione di fiducia totale in vista della delicata trasferta di Verona.

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