Si chiama Severodonetsk la nuova Mariupol. E lo stabilimento della Azot richiama, fin dal nome, la triste e sanguinosa fine della Azovstal, l’acciaieria nel cui bunker si era asserragliato fino a pochi giorni fa il Battaglione Azov. Le truppe russe stanno cercato di sfondare le linee di difesa delle forze ucraine e di raggiungere i confini amministrativi della regione orientale di Lugansk, come confermato dall’esercito ucraino nel suo ultimo rapporto sulla guerra. I russi hanno concentrato i loro sforzi sulla città di Severodonetsk, ha riferito lo stato maggiore delle forze armate ucraine, aggiungendo che “il nemico” ha intensificato l’uso dei suoi aerei per distruggere le infrastrutture critiche dell’Ucraina nell’area delle operazioni di combattimento attivo. Le forze ucraine hanno respinto 11 attacchi nemici nell’est nelle ultime 24 ore, è stato precisato nel rapporto. Ma l’impressione è che il peggio debba ancora arrivare.

Insulti, vogliono farlo fuori: che fine ha fatto il comandante del battaglio Azov, umiliato con un blindato

Severodonetsk, 100mila abitanti prima del 24 febbraio, è una delle città-chiave per lanciare l’offensiva finale nel Donbass. Storica città operaia, è stata colpita fin qui dai missili russi che hanno distrutto 583 obiettivi militari, 41…