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Biden, il report: “La tregua in Ucraina non gli interessa”. I 300 milioni di dollari che svelano il suo vero obiettivo

Biden, il report: “La tregua in Ucraina non gli interessa”. I 300 milioni di dollari che svelano il suo vero obiettivo

Fonte:LiberoQuotidiano 05 aprile 2022

Arrivare a una tregua in Ucraina? Joe Biden spera di no. Il vero obiettivo del presidente degli Stati Uniti sarebbe quello di far cadere Vladimir Putin e quale scusante migliore della guerra? Secondo Dagospia infatti Biden starebbe gettando benzina sul fuoco con il fine di sostituire il presidente russo. D’altronde le sue parole, prima della rettifica della Casa Bianca, sono state chiare: “Per l’amor di Dio, Putin non può restare al potere”, aveva detto scatenando il caos. Ma questo non sarebbe il solo segnale. Non a caso Washington ha deciso di inviare a Kiev 300 milioni di dollari di nuovi aiuti in droni, missili e tank. La Casa bianca – scrive Dago – è consapevole che il vantaggio militare nei confronti della Russia è notevole e vuole sfruttare la propria supremazia tecnologica che infliggere, attraverso gli ucraini, una batosta sul campo.



Biden è però in buona compagnia. A voler tirare dritto e difendersi dall’invasione russa anche Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino, stando a un retroscena del The Wall Street Journal, avrebbe rifiutato la proposta del cancelliere tedesco. Olaf Scholz chiese a Zelensky cinque giorni prima dell’attacco di Mosca di rinunciare pubblicamente a entrare nella Nato per scongiurare il conflitto ma avrebbe avuto un rifiuto da parte del presidente ucraino. Per Zelensky però ci si poteva fidare del presidente russo e, soprattutto, gli ucraini non avevano intenzione di rinunciare all’ingresso nella Nato.

“La sua risposta – si legge – ha lasciato i funzionari tedeschi preoccupati che le possibilità di pace stessero svanendo”. Dall’altra parte anche lo zar non ha ottenuto quanto sperava: la Cina è tutt’ora restia nel prendere una posizione chiara sulla guerra. Xi Jinping starebbe valutando quale possa essere il punto di caduta per mettere tutti intorno a un tavolo. E la domanda è sempre la stessa: si vuole davvero arrivare a un accordo?

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