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Barriere antirumore, oggi l

Oggi a margine della firma del protocollo d’intesa per la realizzazione  del progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana Genova Campasso il Ministro Giovannini alla presenza anche del Prefetto di Genova ha ricevuto una delegazione di cittadine colpite nel loro vivere quotidiano dalla rimozione delle barriere antirumore sul tratto autostradale che interessa la città di Genova e la cui reinstallazione è partita molto lenta nella zona di Rivarolo ma che sta già mostrando criticità.

Ringrazio il Ministro perché finalmente la questione è stata considerata nella sua gravità vista la mancanza di attenzione in questi anni da parte di Regione e Comune nonostante solleciti, commissioni, relazioni ARPAL e  richieste di intervento” commenta la consigliera comunale del PD Cristina Lodi. “A luglio ho chiesto una Commissione Consiliare sull’argomento, commissione mai convocata, per avere un aggiornamento sul cronoprogramma da parte di Autostrade che già parlava di una fine lavori al 2025 ma che, dai tempi della reinstallazione di Rivarolo, potrebbe purtroppo essere drammaticamente slittata. L’invivibilità data dai rumori continui e assordanti sta colpendo duramente la vita di migliaia di persone“.

E continua: “Ma una cosa nuova grave è la segnalazione che giunge dagli abitanti vicini alla Galleria  Fonica su via P.N. Cambiaso a Rivarolo  poiché la galleria risulta non completamente chiusa,e le aperture rendono inefficaci i lavori eseguiti;  la reinstallazione non ha migliorato il rumore che, a differenza di quando erano presenti le “vecchie” barriere , è sempre molto disturbante.

Due quindi  le questioni urgenti sollevate: avere un nuovo reale cronoprogramma e un monitoraggio immediato sulle nuove reinstallazioni. L’attenzione del Ministro è stato un segnale di attenzione molto importante. Va capito comunque da parte della Istituzioni Comunali e Regionali, visto che i Municipi interessati nella scorsa amministrazione hanno spesso posto il problema, come poter intervenire nei prossimi anni visto essere  davvero intollerabile continuare a vivere in queste drammatiche condizioni di vita che si vanno a perpetuare in una larga parte di città colpendo la salute psicofisica dei cittadini e delle cittadine e abbattendo il valore immobiliare delle case. Ci sono indagini in corso ma i cittadini e le cittadine non possono continuare a pagare le conseguenze di quanto accaduto in questo modo. Va trovata una soluzione e soprattutto va preso in carico il problema, Genova per la sua conformazione ha le case molto vicine ai tratti stradali e questa è una ulteriore aggravante. Nel 2022 la sostenibilità ambientale, sociale ed economica non può essere solo una narrazione convegnistica come pare invece sia per la nostra città“.

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