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Banche, rischi e opportunità della ripresa

La stragrande maggioranza delle banche europee riporterà un miglioramento degli utili nel 2021 rispetto al 2020, aiutato da una minore svalutazione del credito e un rimbalzo dell’attività economica che potrebbe gradualmente migliorare le entrate da commissioni. Sono le previsioni per il settore bancario europeo dell’ultimo report di S&P Global Ratings, che confermano come il bilancio per gli istituti di credito sia più roseo di quanto ci si aspettasse all’inizio della pandemia. Ovviamente i prossimi mesi non saranno esenti da rischi – il più alto è l’aumento dei crediti deteriorati, finora contenuti con le moratorie – ma “nel complesso, la performance delle banche europee potrebbe essere un po’ più vivace nel 2021”, scrivono gli analisti dell’agenzia di rating. Tra i fattori positivi c’è il prudente riavvio dei dividendi (per la maggioranza delle banche), che segna un ritorno a condizioni operative più normali.

Le differenze interne al Vecchio Continente sono comunque evidenti, con alcuni Paesi dove il settore bancario è più resiliente e altri in cui è più debole (in particolare Italia, Spagna e Portogallo). Si possono inoltre notare similitudini con sistemi bancari al di fuori della regione. In particolare, S&P vede somiglianze tra mercati europei come Germania e Italia e mercati come Giappone e Taiwan che affrontano allo stesso modo, in varia misura, una combinazione rischiosa di overbanking, prospettive di crescita dei ricavi basse, rendimenti deboli e una sfida crescente per la digitalizzazione delle attività.

Le banche europee affrontano inoltre dei rischi comuni: il processo di digitalizzazione, i bassi tassi ufficiali e curve dei rendimenti poco profonde. Tuttavia, gli effetti variano a seconda dei mercati: i mercati rimangono prevalentemente nazionali e la struttura del mercato e le dinamiche competitive differiscono in modo significativo; alcune linee di business e flussi di entrate hanno ragionevoli prospettive di crescita, mentre altre sono molto sensibili al contesto di bassi tassi di interesse; alcune banche sono più avanti nel loro percorso di digitalizzazione e la concorrenza dei nuovi operatori e i rischi sono più acuti in alcuni mercati rispetto ad altri.

A livello di sistema, le banche in Paesi come Svezia e Norvegia tendono a beneficiare di una concentrazione di mercato relativamente elevata, di una forte efficienza esistente e di una rapida adozione delle tecnologie digitali da parte dei clienti. In Paesi come il Regno Unito, il Belgio e i Paesi Bassi, questi fattori sono meno convincenti, ma comunque in grado di fornire un ambiente solido in cui la maggior parte dei modelli operativi e di business delle banche può muoversi positivamente. S&P vede invece problemi più profondi in altri mercati, in particolare Germania e Francia, dove la nostra tendenza al rischio del settore era già negativa, ma anche Italia e Spagna.

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