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«Audacia!»: in libreria gli scritti e i discorsi di Mussolini per i giovani soldati

Roma, 11 giu – «Il nostro mito è la grandezza della Nazione! Questa è anzitutto spirito, non soltanto territorio: perché una Nazione è grande quando traduce nella realtà la forza delle proprie virtù. Roma è grande perché – da piccola democrazia rurale – contagia tutto il mondo con il ritmo del suo spirito, portando le sue aquile agli estremi confini della terra. Ma quelle armi, prima che dalle braccia, erano puntate dall’anima dei legionari». Così – con queste parole chiare e potenti – potrebbe essere riassunto il messaggio che fuoriesce dalle pagine di Audacia!, la raccolta degli scritti e dei discorsi di Benito Mussolini per i giovani degli Istituti militari, fresca di stampa grazie alla nuova edizione curata da Passaggio al Bosco.

Audacia! Un manuale etico-spirituale

Un testo importante, già diffuso dal Pnf negli anni d’oro del fascismo, che sembra andare oltre la semplice operazione di propaganda: si tratta – a tutti gli effetti – di un manuale etico-spirituale che affronta i temi cruciali della dottrina fascista, soffermandosi sul significato profondo della Nazione, sul senso dello Stato, sulla missione della Rivoluzione e sulla necessità di edificare un Uomo verticale. Perché, come si legge nelle pagine del libro, «il Fascismo non è soltanto datore di leggi e fondatore d’istituti, ma educatore e promotore di vita spirituale. Vuol rifare non le forme della vita umana, ma il contenuto, l’uomo, il carattere, la fede. La sua insegna perciò è il fascio littorio, simbolo dell’unità, della forza e della giustizia. Poiché tale è la nostra fede, questa è la nostra volontà. Una volontà aguzza e temprata, come l’acciaio delle nostre lame. Una fede che quando trova degli ostacoli vi si getta contro e brucia i vascelli dietro di sé, con incrollabile coraggio e impareggiabile audacia».

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Il testamento di Mussolini ai giovani

Un testo di formazione, dunque, concepito per quelle avanguardie giovanili che avrebbero avuto l’onere e l’onore di difendere la Patria in armi. Di qui, la lezione fondamentale, plasticamente sintetizzata dalle parole di Mussolini, che sembrano suonare come un monito senza tempo: «Roma emerge in condizioni avverse, forgiandosi nella guerra: chiunque – infatti – è capace di navigare in mare di bonaccia, quando i venti gonfiano le vele e non si scorgono onde all’orizzonte; bello, grande ed eroico – invece – è navigare quando impazza la tempesta. Vorrei che questa fosse la parola d’ordine della nostra Rivoluzione: “Vivere pericolosamente”».

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