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Armi, aumento spesa agita ancora la maggioranza

Si alza l’asticella della tensione nella maggioranza dopo che nelle scorse ore Giuseppe Conte ha minacciato lo strappo sull’aumento delle spese militari. Draghi, dal canto suo, nelle scorse ore da Bruxelles ha confermato “l’impegno” preso con la Nato sulle maggiori risorse da investire nella difesa, pur sottolineando la necessità di cercare “assolutamente e disperatamente” la pace.

Armi, aumento spesa agita maggioranza

Riflettori puntati sulla riunione tra il premier Mario Draghi e il leader del M5s – che si terrà a Palazzo Chigi, alla vigilia dell’approdo del dl Ucraina nell’Aula del Senato, in programma per il pomeriggio di oggi, intorno alle 17.30 Se il riarmo fosse nel Def lo votereste? “La nostra linea è chiara, siamo contrari al riarmo, è inutile, sarebbe una follia.

“Nessun passo indietro, sarà il governo a fare un passo avanti”, ribadisce il Presidente Conte mentre è in corso a Roma, allo Scout center, la riunione plenaria dei Comitati politici e tematici del MoVimento 5 Stelle con l’ex premier. L’incontro proseguirà martedì. Intanto è in corso anche la votazione online del movimento sulla conferma di Conte alla presidenza. “Adesso c’è un’emergenza energetica, le posizioni che stiamo assumendo sono chiare, non ci lasciamo distrarre dai media e dalla stampa che dicono che abbiamo cambiato idea, la nostra posizione è lineare. Andiamo avanti”. “Il movimento – ha detto in un successivo passaggio – è un pilastro di questa esperienza di governo, non è quello dei nostri sogni ma lo sosteniamo con responsabilità. In questo momento non possiamo volta le spalle a Draghi”.

Oggi incontro Draghi-Conte

“Non permetteremo più a nessuno – ha detto Conte in un appello all’unità – che si parli male di noi, ma noi per primi dobbiamo volerci bene. Volersi bene vuol dire parlarsi e confrontarsi con sincerità”. “Significa avere piena fiducia reciproca, e quando parleremo tra noi senza avvertire la necessità di trasmettere fuori frammenti di discorso, saremo pienamente maturi e potremo anche all’occorrenza anche litigare perché la politica è anche conflitto, confronto duro, l’importante è che tutti si tenda al bene comune, senza personalismi, che deve essere la sintesi superiore” .

Insomma, la sensazione è che il Movimento Cinquestelle è pronto a dare battaglia. Tanto più che sulla vexata quaestio i Cinquestelle potrebbero contare sull’appoggio del Carroccio pronto a fare muro. “Quando sento parlare di armi non sono mai felice”, ha detto Matteo Salvini al termine dell’intervento di Zelensky a Montecitorio parlando della guerra in Ucraina.

L’ex Presidente del consiglio lascia comunque uno spazio al dialogo visto che ha anche spiegato che il M5s “non pensa assolutamente in questo momento a una crisi di governo. Però siamo la forza di maggioranza relativa: se si tratta adesso di discutere un nuovo indirizzo, che non era nel patto fondativo di questo governo, faremo valere la nostra presenza e la forza delle nostre ragioni”.

Riarmo sarebbe follia

Conte ha infine ricordato che “i 27 paesi dell’Unione europea fin qui spendono 4 volte la Russia e un pò meno della Cina. Bene la bussola strategica, bene rafforzare il pilastro della difesa comune europea, ma abbiamo del cammino da fare prima di investire reagendo sull’onda emotiva. Io non sono contrario a un incremento fisiologico della spesa militare, qui stiamo parlando di fondi straordinari, non possiamo distrarre dalle spese fondamentali per i cittadini”.

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