Ankara replica a Draghi: «Chi cerca un dittatore guardi alla storia d’Italia»

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Erdogan ha ripudiato la Convenzione di Istanbul

Durante la conferenza stampa di ieri Draghi aveva commentato l’incidente diplomatico con Ursula von der Leyen definendo il presidente turco «un dittatore di cui si ha bisogno». Dura la reazione: «Parole gravissime»

Il capo della comunicazione della presidenza turca, Fahrettin Altun, ha attaccato il premier Mario Draghi, definito «nominato», al contrario del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, eletto con il 52% dei voti. «Il premier nominato d’Italia ha superato i limiti e definito dittatore il nostro presidente, eletto con il 52% dei voti dal popolo turco. Parole che non trovano posto nella democrazia, pronunciate con uno stile da condannare. Se qualcuno cerca un dittatore allora guardi alla storia d’Italia», ha twittato Altun.

Il PM nominato d’Italia ha superato i limiti definendo come “dittatore” Recep Tayyip Erdoğan che è eletto Presidente dal popolo turco con il 52%. Condanniamo fermamente questo stile che non ha posto nella diplomazia. Chi cerca il dittatore guardi alla storia d’Italia.

— Fahrettin Altun (@fahrettinaltun) April 8, 2021

Nella conferenza stampa organizzata ieri a Palazzo Chigi il premier Draghi aveva commentato il recente incidente di protocollo avvenuto lo scorso 6 aprile che ha coinvolto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen durante visita ad Ankara da Erdogan, condotta con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. «Non condivido il comportamento del presidente turco nei confronti della presidente della Commissione europea e credo non sia stato appropriato», ha risposto Draghi alle domande dei giornalisti. «Mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione subita dalla presidente von der Leyen», ha aggiunto il premier italiano in merito all’incidente di protocollo che ha relegato su di un divano la presidente della Commissione Ue mentre il presidente turco Erdogan e Michel erano seduti l’uno a fianco all’altro su di una sedia. «Con questi dittatori, di cui però si ha bisogno per collaborare, bisogna essere franchi per affermare la propria posizione ma anche pronti a cooperare per gli interessi del proprio Paese, bisogna trovare l’equilibrio giusto», ha detto Draghi.

Dura la replica di Ankara: «Condanniamo fortemente il discorso inaccettabile e populista, e le affermazioni brutte senza alcun limite del Presidente del Consiglio nominato sul nostro Presidente della Repubblica eletto e le rimandiamo al mittente», ha scritto in un tweet del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.  Mentre il vicepresidente turco Fuat Oktay, ha dichiarato: «Condanno le dichiarazioni indecenti del primo ministro Draghi sul nostro presidente e lo invito a scusarsi».

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